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Odio razziale all'origine della sparatoria nella chiesa di Laguna Woods

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Di Giulia Avataneo  Agenzie:  AP
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La chiesa presbiteriana di Laguna Woods, California
La chiesa presbiteriana di Laguna Woods, California   -   Diritti d'autore  Damian Dovarganes/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Anche per il massacro di Laguna Woods in California il movente potrebbe essere l'odio razziale. Ad aver aperto il fuoco in una chiesa presbiteriana è stato un immigrato cinese che ha preso di mira i partecipanti a un pranzo di un'organizzazione taiwanese. Ha ucciso un uomo e ne ha ferito altri cinque.

L'episodio è avvenuto a qualche ora di distanza dall'attacco razziale a Buffalo che ha provocato 10 vittime.

L'attentatore e l'eroe

David Chou, 68 anni, di Las Vegas - un cittadino statunitense che secondo le autorità è cresciuto a Taiwan - ha guidato fino a Orange County sabato e il giorno successivo ha partecipato a un pranzo organizzato dalla Irvine Taiwanese Presbyterian Church, a Laguna Woods. Pur non conoscendo nessuno, ha passato un'ora mescolandosi con i circa 40 partecipanti.
A quel punto ha messo in atto il suo piano.

Ha sbarrato con alcune catene le porte d'ingresso e riempito di supercolla le serrature. Con sé aveva due pistole da 9 mm - acquistate legalmente anni fa a Las Vegas - e tre borsoni, con quattro Molotov e munizioni. Ha aperto il fuoco, provocando il caos.  

Ma un medico di 52 anni, John Cheng, ha affrontato l'attentatore e lo ha immobilizzato, permettendo ad altri parrocchiani di legarlo con alcune prolunghe.

Cheng è morto e cinque persone sono rimaste ferite, la più anziana di 92 anni. Lo sceriffo Don Barnes ha definito l'eroismo di Cheng "un incontro tra il bene e il male" che probabilmente ha salvato la vita "a decine di persone".

L'arresto e l'indagine

Chou è stato arrestato per sospetto omicidio e tentato omicidio. È atteso martedì davanti al tribunale di Stato. È in corso anche un'indagine federale per crimini d'odio. Chou aveva lavorato come guardia giurata a Las Vegas.

Lo sceriffo Barnes ha dichiarato che il movente della sparatoria è l'odio di Chou verso Taiwan, documentato in alcuni appunti scritti a mano rinvenuti dalle forze dell'ordine. Sembra che la famiglia di Chou sia stata una delle tante costrette a trasferirsi dalla Cina continentale a Taiwan dopo il 1948, ha dichiarato il procuratore distrettuale della contea di Orange, Todd Spitzer.

I rapporti tra i cittadini della Cina continentale, costretti a fuggire dopo la presa di potere comunista, e i nativi di Taiwan erano spesso tesi, poiché i nuovi arrivati andavano ad ammassarsi nelle baraccopoli e nelle comunità militari. Distanti per lingua e stile di vita, le due comunità si sono scontrate spesso, anche per i quattro decenni di legge marziale imposti da Chiang Kai-shek

Il ruolo della religione presbiteriana

La Chiesa presbiteriana è la più importante a Taiwan ed è stata strettamente identificata con il movimento pro-democrazia durante il periodo della legge marziale. Successivamente si è identificato con la causa dell'indipendenza di Taiwan.

Barnes ha dichiarato che Chou ha agito da solo e "non si ritiene che sia associato a nessuna chiesa specifica o a nessuna religione".

Balmore Orellana, un ex vicino di casa, ha raccontato che Chou aveva subito un duro colpo dopo la fine del suo matrimonio nel 2021 e lo sfratto dalla sua casa di Las Vegas, avvenuto a febbraio. L'estate scorsa aveva sparato un colpo di pistola nel suo appartamento e il proiettile è entrato nell'appartamento di Orellana, senza provocare feriti. 

Tensioni fra Cina e Usa

La tensione tra Cina e Taiwan è ai massimi livelli da decenni, con Pechino che ha intensificato le sue incursioni aeree militari sull'isola. La Cina non ha escluso l'uso della forza per riunificare Taiwan, che si è separata dalla Cina continentale durante una guerra civile nel 1949.

Il rappresentante di Taiwan negli Stati Uniti, Bi-khim Hsiao, ha espresso le sue condoglianze alle famiglie delle vittime su Twitter.

"Mi unisco alle famiglie delle vittime e alle comunità taiwanesi americane nel dolore e prego per una rapida guarigione dei feriti sopravvissuti", ha scritto domenica.

Il portavoce dell'ambasciata cinese Liu Pengyu ha dichiarato all'AP via e-mail che il governo cinese ha "sempre condannato la violenza. Esprimiamo le nostre condoglianze alle vittime e sincera solidarietà alle famiglie in lutto e ai feriti".

Tra i feriti ci sono una donna di 86 anni e quattro uomini di 66, 75, 82 e 92 anni. Lunedì le autorità hanno dichiarato che due dei feriti erano in buone condizioni, due erano in condizioni stabili e la prognosi del quinto paziente era riservata.