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Il voto per le Presidenziali è già iniziato. Attesa affluenza Francia d'oltremare

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Di Giulia Avataneo
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Campagna elettorale francese
Campagna elettorale francese   -   Diritti d'autore  Bob Edme/Copyright 2022The Associated Press. All rights reserved

Il secondo turno delle presidenziali francesi è già iniziato nei territori d'oltremare o nei seggi all'estero.

Ad aprire le danze al largo del Canada è stato l'arcipelago di Saint-Pierre-et-Miquelon, alle 8 di sabato.A seguire la Guinea Francese e le Antille, nell'Oceano Pacifico e Indiano.

Dalla mezzanotte di venerdì, la campagna elettorale è ufficialmente terminata. I candidati, il presidente uscente Emmanuel Macron e la leader del Rassemblement National Marine Le Pen parleranno solo al termine del silenzio elettorale, domenica alle 20.

Circa 48,7 milioni di francesi si troveranno davanti la stessa scelta di cinque anni fa: il leader di En Marche, in cerca di riconferma all'Eliseo, e quella del partito di destra. Un programma europeista ed euroscettico, due visioni opposte su stato sociale, economia, politica estera, ambiente in un momento nel quale queste scelte possono spostare gli equilibri internazionali.

Cosa dicono i sondaggi

Macron si è imposto al primo turno con quasi il 28% dei voti. Le Pen insegue con quattro punti in meno.

Il presidente uscente è il favorito nei sondaggi e spera di diventare il primo presidente della Quinta Repubblica ad essere rieletto a suffragio universale al di fuori del periodo di coabitazione. Ha chiesto un fuoco di sbarramento contro l'estrema destra, promettendo tasse più basse, riforma delle pensioni e politiche più attente all'ambiente.

Marine Le Pen, 53 anni, punta a diventare la prima rappresentante dell'estrema destra - termine che rifiuta - e la prima donna a correre per l'Eliseo.

Dopo la sconfitta sonora sofferta cinque anni fa (33,9% dei voti), cerca di coalizzare un ampio fronte anti-Macron sui temi della difesa del potere d'acquisto e della lotta all'immigrazione.

Quinquennio difficile

Chiunque vinca, si troverà un Paese più "difficile da governare nei prossimi cinque anni", ha detto all'AFP la politologa Chloe Morin.

"Se Emmanuel Macron sarà rieletto, il sistema di voto per le elezioni legislative previste a giugno dovrebbe portare a una presenza abbastanza trascurabile delle opposizioni più radicali. Si tratterà dunque più di un'opposizione mediatica o di piazza che parlamentare o in grado di costringere il nuovo esecutivo al compromesso".

La principale incognita delle elezioni è che l'astensione sarà probabilmente alta, anche maggiore rispetto al 26,31% del primo turno. Anche nel 2017 c'era stato un numero record di schede bianche e nulle, segno dell'incapacità dei due candidati di portare milioni di elettori alle urne.

Incognita astensionismo

Negli ultimi sondaggi, gli istituti Ifop e Ipsos Sopra Steria stimano l'astensione tra il 26% e il 28%, sotto il record del secondo turno del 1969 (31,1%).

Secondo Martial Foucault (Cevipof), "più alta è l'astensione, più stretto è il divario nelle intenzioni di voto", indicando "un rischio reale per Emmanuel Macron".

Tre regioni iniziano l'interruzione delle vacanze scolastiche questo fine settimana, tra cui quella della capitale che inizia le vacanze di Primavera. Questo potrebbe incrementare l'astensionismo.

L'affluenza nei territori d'oltremare darà quindi una prima tendenza.

Convitato di pietra

Il leader di La France insoumise, Jean-Luc Mélenchon, forte del suo terzo posto del 10 aprile con il 21,95% dei voti a livello nazionale, era arrivato ampiamente in testa nelle Indie Occidentali, superando la soglia del 50% in Guadalupa, Martinica e Guyana.

Il suo elettorato è stato particolarmente corteggiato dai due leader finalisti. Ma molti sostenitori di LFI potrebbero essere tentati di stare lontani dalle urne.