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Marine Le Pen, la "candidata del popolo"

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Di Anelise Borges
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Marine Le Pen, candidata del Rassemblement National
Marine Le Pen, candidata del Rassemblement National   -   Diritti d'autore  Daniel Cole/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Per il suo ultimo comizio elettorale in vista del ballottaggio di domenica 24 aprile con Emmanuel Macron, la candidata dell’estrema destra francese Marine Le Pen ha scelto Arras, nel Pas-de-Calais dove ha fatto appello a una "maggioranza silenziosa".

"Se la maggioranza silenziosa decide di uscire dal suo silenzio andando a votare - ha detto - questa trionferà, smetterà finalmente di farsi imporre politiche che la rovinano, sviliscono, declassano. E a coloro che sono tentati da uno sterile astensionismo, dico: se non andate in politica, la politica verrà da voi, vi raggiungerà, con Macron che vi maltratterà ancora per altri anni. Che senso ha gridare dappertutto 'Macron dimettiti', quando tra tre giorni potrete congedarlo senza dovergli chiedere il permesso?.

La candidata del Rassemblement National si è detta sicura di avere tutte le chance per vincere. "Marine è semplicemente la candidata del popolo. Macron è il candidato dei ricchi e disprezza il suo popolo. Questo è ciò che farà la differenza", ha detto una sua sostenitrice.

Una vittoria di Le Pen sposterebbe l'attenzione della Francia altrove, in particolare verso la Russia. Secondo Camille Vigogne Le Coat, giornalista del settimanale l’Express, “la realtà del rapporto tra Marine Le Pen e Vladmir Putin è che negli ultimi 10 anni, da quando è stata alla guida del Front National, diventato il Rassemblement National, Le Pen ha allineato tutte le posizioni del suo movimento con quelle del Cremlino. Dall'uscita dal comando militare integrato della Nato, alla critica sistematica di tutte le sanzioni europee contro la Russia, ha inoltre riconosciuto il referendum per l'autonomia della Crimea... un referendum che tutti nella comunità internazionale hanno ritenuto illegale”.

Riunioni segrete con Vladimir Putin e almeno due prestiti da banche russe valgono come testimonianze di quanto sia vicina a Mosca. “Si tratta di somme molto importanti - afferma Vigogne Le Coat - In totale i due prestiti presi da Le Pen dalla Russia ammontano a 11 milioni di euro. E gran parte di questi prestiti non è stata rimborsata. Tutti gli esperti concordano sul fatto che i prestiti non avrebbero potuto essere concessi alla candidata, senza il via libera esplicito da parte del Cremlino e dei più stretti collaboratori di Putin".

Tuttavia, questa non è una priorità per gli elettori di Marine Le Pen, molto più preoccupati dalla riduzione del potere d'acquisto e dal far quadrare i conti.