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Medio Oriente, appelli alla calma dopo la ripresa delle violenze e degli scontri

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Di Debora Gandini
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Scontri in Cisgiordania
Scontri in Cisgiordania   -   Diritti d'autore  أ ب

Non accenna a diminuire la tensione in Cisgiordania dove sono scoppiati scontri tre le forze israeliane e manifestanti palestinesi che protestavamo una marcia di coloni verso il sito di Homesh. L’insediamento evacuato da Israele nel 2005 a ovest di Nablus.

"Siamo venuti per difendere il nostro paese, dice un palestinese. I nazionalisti israeliani hanno annunciato che sarebbero andati in massa, circa 10.000 persone, nella territorio evacuato ma questa terra è nostra. Siamo qui difendere questo paese e questa zona, dobbiamo difendere Burqah e la sua terra".

Solo nella giornata del 19 aprile, la Mezzaluna Rossa palestinese ha riportato 45 feriti a Burqaa. In totale, finora, almeno 25 palestinesi sono stati uccisi dai militari in incidenti o operazioni israelia-ne, secondo le informazioni raccolte dall'Associated Press. Tra le vittime non ci sarebbero soltanto persone coinvolte negli scontri, ma anche una donna disarmata e un passante.

Gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno chiesto la fine delle violenze in Medio Oriente affermando che è necessario un "orizzonte politico" per un processo di pace credibile. Ma a Gerusalemme come a Gaza sono giorni di pesanti scontri. Israele che i militanti di Hamas hanno lanciato appelli per evitare un’escalation delle violenze per evitare di ricadere nel baratro come un anno fa.

Razzi e bombardamenti

Dopo mesi di calma apparente sono ripresi gli attacchi. L’ultimo è avvenuto nelle prime ore di martedì 19 aprile e ha coinvolto un presunto deposito di armi di Hamas. L'organizzazione ha af-fermato di aver usato la sua "difesa antiaerea" per cercare di contrastare il bombardamento, che non avrebbe provocato vittime, secondo testimoni e fonti locali sentite dalle agenzie internazionali.

L'azione è una rappresaglia condotta in risposta al lancio di un razzo dalla striscia verso il territo-rio di Israele, avvenuto la sera precedente, il primo dall'inizio di gennaio. Il missile è stato intercettato dallo scudo missilistico "Iron Dome", secondo quanto afferma l'esercito israeliano. 

I raid in Cisgiordania

Momenti di tensione si vivono anche nell'altro territorio palestinese, la Cisgiordania, geografica-mente non contiguo alla striscia di Gaza. Qui l'esercito israeliano sta conducendo da giorni raid nei villaggi e nelle città, in cerca di complici dei recenti attentati in Israele che hanno ucciso 14 per-sone dal 22 marzo, due dei quali sono stati perpetrati a Tel Aviv da giovani palestinesi della Ci-sgiordania. Le autorità di Tel Aviv hanno annunciato l'arresto di cinque persone in una di queste operazioni di "antiterrorismo".

Scontri a Gerusalemme

Anche Gerusalemme è teatro di tensioni, sin dal venerdì che segnava la festa ebraica di Pessach e un grande raduno per il mese del Ramadan, sacro ai musulmani. Più di 150 palestinesi sono rimasti feriti negli scontri con le forze israeliane durante il fine settimana presso la Spianata della moschee, che ospita ogni giorno decine di migliaia di fedeli, ma in determinate fasce orarie è meta di pellegrinaggio anche da parte degli ebrei.

"Non possiamo più tacere su ciò che sta accadendo a Gerusalemme e nella Cisgiordania occupata", ha affermato Ziad al-Nakhale, il leader di questo movimento che, secondo l'intelligence israeliana, dispone di migliaia di combattenti e razzi a Gaza. Il portavoce del Dipartimento di Stato degli Sta-ti Uniti, Ned Price, ha espresso preoccupazione per queste tensioni, che potrebbero crescere nei prossimi giorni.