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Che fine fanno i soldi ucraini?

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Di Alberto De Filippis
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Spesso si ha l'impressione che i rifugiati siano tutti poveri. Alcuni degli ucraini e delle persone che vivevano su quel territorio tuttavia, avevano una vita normale. Nella fuga sono riusciti a raccogliere il denaro che avevano messo da parte, i loro risparmi. Adesso però non riescono a cambiarli in euro.

È il caso di Jules uno studente universitario giunto a Bruxelles con i risparmi di oltre un anno:  "Ho fatto 4 giorni di viaggio senza riuscire a lavarmi. Sono riuscito a fuggire a bordo di un treno merci, con il denaro nascosto addosso. Adesso però non so dove cambiarlo, credevo che avrei trovato delle banche, ma non ce ne sono. Nessuno accetta valuta ucraina".

Con la fllessione dell'economia ucraina, anche il valore della valuta crolla. Jules aveva circa 2000 euro in hrivna ucraine. Adesso quella moneta vale quasi come carta straccia. Ucraini e stranieri che vivevano lì, ora non sannno come fare. 

La Commissione europea propone un approccio coordinato agli Stati membri dell'Unione che dovranno metterlo in atto, ciascuno per conto proprio.

Ogni Paese in cui transitano o si stabiliscono i profughi dovrà offrire un sistema nazionale sotto l'egida della propria banca centrale, con una garanzia dello Stato interessato. Le banche centrali nazionali invieranno quindi le banconote hrivna alla banca centrale ucraina allo stesso tasso di cambio. La Polonia, che già ospita milioni di rifugiati, ha istituito un tale sistema. Gli scambi saranno limitati a circa 300 euro a persona.