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Papa Francesco a Malta: "Missione a Kiev è sul tavolo"

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Di Giulia Avataneo  Agenzie:  ANSA
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Il Papa in visita papale a Malta
Il Papa in visita papale a Malta   -   Diritti d'autore  Rene Rossignaud/AP

Gli è stato chiesto da più parti e adesso Papa Francesco conferma che la proposta è sul tavolo. Valuterà una missione a Kiev.

Lo ha detto lui stesso ai giornalisti in volo verso Malta, dove si è recato in visita papale. Un evento atteso da due anni per portare l'attenzione sui tanti migranti che cercano l'approdo su questa sponda del Mediterraneo. Ma due anni di pandemia e la guerra in Ucraina hanno spostato l'emergenza dentro i confini più stretti dell'Europa. E adesso sono milioni di persone distrutte dalla guerra a cercare una via di salvezza nei Paesi confinanti.

A Malta Bergoglio ha espresso una nuova condanna verso il conflitto, un'"aggressione infantile e distruttiva" scatenata con il pretesto di "anacronistiche rivendicazioni di interessi nazionalistici", ha detto senza tuttavia nominare il presidente russo Vladimir Putin.

"Pensavamo che le invasioni, i combattimenti per strada e le minacce atomiche fossero lugubri ricordi di un passato lontano", ha detto Francesco.

Di fianco alle autorità maltesi ha denunciato i "sordidi accordi" che l'Unione Europea ha fatto con la Libia per respingere i migranti, ammonendo l'Europa: deve mostrare umanità accogliendoli.

Le parole del Papa sulla guerra

Il pontefice ha incontrato in forma privata il Presidente della Repubblica di Malta, George William Vella, e poi il primo ministro, Robert Abela, appena rieletto alla guida del governo del Paese. Ha poi parlato alle autorità e al corpo diplomatico nella Sala del Gran Consiglio.

Il Papa pensa alla guerra in Ucraina e invoca "una misura umana davanti all'aggressività infantile e distruttiva che ci minaccia, di fronte al rischio di una guerra fredda allargata che può soffocare la vita di interi popoli e generazioni". Parlando a Malta, il Papa cita Giorgio La Pira, che parlava di "infantilismo dell'umanità": "Quell'infantilismo purtroppo non è sparito. Riemerge prepotentemente nelle seduzioni dell'autocrazia, dei nuovi imperialismi, nell'aggressività diffusa, nell'incapacità di gettare ponti e di partire dai più poveri", ha detto Bergoglio, tornando a chiedere la pace.

"Ora, nella notte della guerra che è calata sull'umanità, non facciamo svanire il sogno della pace", ha detto. "E mentre ancora una volta qualche potente, tristemente rinchiuso nelle anacronistiche pretese di interessi nazionalisti, provoca e fomenta conflitti, la gente comune avverte il bisogno di costruire un futuro che, o sarà insieme, o non sarà". "Pensavamo che invasioni di altri Paesi, brutali combattimenti e minacce atomiche fossero ricordi oscuri di un passato lontano. Ma il vento gelido della guerra, che porta solo morte, distruzione e odio, si è abbattuto con prepotenza sulla vita di tanti e sulle giornate di tutti".

Sferzata ai leader europei

Il Mediterraneo ha bisogno di "corresponsabilità europea per diventare nuovamente teatro di solidarietà e non essere l'avamposto di un tragico naufragio di civiltà", ha ammonito. Il Papa ha richiamato l'Europa perché "non possono alcuni Paesi sobbarcarsi l'intero problema nell'indifferenza di altri. E non possono Paesi civili sancire per il proprio interesse torbidi accordi con malviventi che schiavizzano le persone".

"La casa dell'Unione europea" è stata "edificata perché vi abiti una grande famiglia unita nel custodire la pace", ha sottolineato. "Unità e pace sono i doni che il popolo maltese chiede a Dio ogni volta che canta l'inno nazionale". "La casa europea, che si impegna nel promuovere i valori della giustizia e dell'equità sociale, è anche in prima linea per la salvaguardia della più ampia casa del creato. L'ambiente in cui viviamo è un regalo del cielo", ha sottolineato prima di concludere: "Il Mare Nostrum non può diventare il cimitero più grande dell'Europa".

L'ambiente al centro

Il Papa è tornato anche a parlare della necessità di proteggere l'ambiente, "la luminosità del paesaggio", che va "custodito dall'avidità vorace, dall'ingordigia del denaro e dalla speculazione edilizia, che non compromette solo il paesaggio, ma il futuro". Per il Pontefice invece "la tutela dell'ambiente e la giustizia sociale preparano l'avvenire e sono ottime vie per far appassionare i giovani alla buona politica, sottraendoli alle tentazioni del disinteresse e del disimpegno".