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Corsica, l'addio a Yvan Colonna: "qui seppelliamo un eroe di questa terra"

Corsica, l'addio a Yvan Colonna: "qui seppelliamo un eroe di questa terra"
Diritti d'autore AFP
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al funerale erano presenti diverse figure dell'indipendentismo corso. Colonna è stato ucciso in carcere, dove scontava l'ergastolo

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Un silenzio religioso e riverente, la processione funebre che attraversa le strade della cittadina di Cargese, l'ingresso in chiesa accompagnato da canti popolari: si sono tenuti questo venerdì i funerali del leader indipendentista corso Yvan Colonna, morto lil 21 marzo dopo 3 settimane di coma, in cui era precipitato in seguito all'aggressione di un compagno di detenzione nel carcere di Marsiglia.

Una ricostruzione che non aveva convinto appieno il movimento nazionalista che sull'isola, subito dopo l'aggressione, aveva dato il via a una serie di violenti scontri con le forze di polizia.

I funerali, ai quali hanno presenziato diverse figure di spicco dell'indipendentismo corso si sono svolti senza incidenti: ma sull'isola la tensione è palpabile, tanto da spingere il ministro dell'interno francese Gerald Darmanin a ipotizzare, nel mezzo di una recente visita ufficiale, la concessione di un'autonomia

Yvan Colonna era in carcere per l'assassinio del prefetto Claude Erignac, nel 1998. Rimasto latitante per 5 anni, era stato arrestato e condannato all'ergastolo.

Pur professandosi innocente, non aveva mai rinnegato la sua adesione al movimento indipendentista: "Qui si seppellisce un'eroe della Corsica" si leggeva in alcuni cartelli nella processione che ha accompagnato il feretro.

Colonna, che al momento della morte aveva 61 anni, faceva parte di quella che, politicamente, viene considerata la seconda generazione del moderno indipendentismo corso: quindicenne all'epoca del battesimo del fuoco del movimento (avvenuto nel 1975 con l'occupazione di una fattoria appartenente a un'esponente dei cosiddetti Pied noirs, gli esuli francesi rimpatriati dopo la guerra d'Algeria), avrebbe lasciato cinque anni dopo gli studi e una vita discretamente agiata per rientrare in Corsica, dove visse qualche anno come pastore, prima di imbracciare le armi

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