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Spose bambine in Marocco. Una piaga per migliaia di ragazze ogni anno

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Di Giulia Avataneo
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Women in Morocco
Women in Morocco   -   Diritti d'autore  Mosa'ab Elshamy/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Nadia vive in Marocco. A16 anni è stata data in sposa ad un marito violento, abbastanza vecchio da poter essere suo padre. È una prova che migliaia di ragazze affrontano ogni anno nel Paese nordafricano.

"Ho passato l'inferno. Ma ora l'incubo è alle mie spalle", racconta, proteggendo la sua identità con un velo.

Lei è riuscita a ottenere il divorzio dopo un anno di matrimonio. "Il mio sogno è quello di essere indipendente, e sto incoraggiando le altre ragazze del villaggio a fare lo stesso".

È tornata a vivere con i genitori. Sta imparando a leggere e scrivere.

Scappatoia legale

Da dieci anni l'associazione Ytto supporta gli sforzi delle donne per emanciparsi dal matrimonio minorile.

Il codice di famiglia del Marocco fissa l'età legale per il matrimonio a 18 anni, ma una clausola permette alle famiglie di ottenere una dispensa speciale per far sposare i bambini sotto quell'età. Sono 13mila le richieste accolte solo nel 2020.

Come spiega Najat Ikhich, capo del gruppo per i diritti YTTO: "Nelle campagne il fenomeno è dovuto al fatto che le ragazze non vanno a scuola, alla povertà, all'emarginazione, alla mancanza di infrastrutture. In città invece è legato alle idee conservatrici dei quartieri più emarginati di Casablanca, Rabat, Fez, Marrakech. Per molti il posto di una ragazza è solo con il marito".

Ogni anno l'associazione guida una carovana attraverso le remote comunità di montagna del Marocco, per sensibilizzare sul tema e distribuire aiuti. Ma il primo passo è sempre l'istruzione: educare le donne e renderle economicamente indipendenti è la chiave per affrontare questa piaga.

Affrontando i tabù

I mezzi di sussistenza precari e le tradizioni radicate rendono la missione del gruppo particolarmente difficile. "È un lavoro delicato perché l'argomento è tabù, quindi dobbiamo prima conquistarci la fiducia delle persone che incontriamo e soprattutto ascoltarle", spiega Ikhich.

Nel vicino villaggio di Tamadghouste, tra le colline punteggiate di alberi di argan, non si vede quasi anima viva. Alcune giovani donne sono raccolte intorno al forno per cuocere il pane.

Ikhich si avvicina e scambia qualche parola con loro in Amazigh, la lingua berbera del Marocco. Gli sguardi sospettosi delle donne lasciano presto il posto alle lamentele sul villaggio, che non ha né una scuola né una farmacia.

Amina, 23 anni, ha detto che stava cercando di "riprendere il controllo" della sua vita, dopo aver lasciato la scuola a sei anni ed essersi sposata a 17.

L'importanza dell'educazione

"Ho sempre voluto studiare, ma nessuno mi ha aiutato. Alle mie tre sorelle è andata ancora peggio: si sono sposate molto giovani, a 14 anni", ha raccontato.

Nella regione di Souss Massa, più del 44% delle donne sono analfabete, secondo i dati ufficiali più recenti.

Educare le donne e renderle più indipendenti economicamente è la chiave per affrontare il matrimonio infantile secondo Karima Errejraji, coordinatrice della YTTO nel sud del Marocco.

Da bambina non aveva mai messo piede in una scuola e si è sposata a 14 anni con un uomo di 56, quattro volte la sua età. "Ne sono uscita coinvolgendo le associazioni", ha detto. "Ho deciso di dedicare la mia vita ad aiutare le ragazze di questa regione".

Al forno comune di Tamadghouste, le donne parlano di intrecciare tappeti o vendere il pane agli alberghi per guadagnarsi da vivere e conquistare una certa autonomia. Izza, una ventitreenne con gli occhi che brillano, dice che sta lottando perché sua figlia abbia un'istruzione."Deve costruire se stessa, diventare indipendente ed evitare di finire nella mia situazione".