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Putin riconosce le repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk: primo passo verso l'annessione

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Di Euronews
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Vladimir Putin
Vladimir Putin   -   Diritti d'autore  Alexei Nikolsky/Sputnik

Alla fine di una lunga giornata, in cui uno spiraglio di diplomazia era sembrato aprirsi con il bilaterale fissato a Ginevra con Joe Biden, il presidente russo Vladimir Putin spiazza nuovamente tutti, firmando un decreto con riconosce formalmente l'indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, in Ucraina orientale, da 8 anni in guerra col governo di Kiev.

"Considero necessario prendere una decisione attesa da tempo - ha detto il presidente in un lungo discorso alla nazione - ovvero riconoscere immediatamente l'indipendenza e la sovranità della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Luhansk. Chiedo all'Assemblea Federale della Federazione Russa di sostenere questa decisione, e poi ratificare i trattati di amicizia e mutua assistenza con entrambe le repubbliche".

Nel decreto per il riconoscimento delle due entità, Putin avrebbe anche ordinato al ministero della Difesa un dispiegamento di truppe per una missione di Peace keeping in Donbas: di fatto, uno sconfinamento che quasi sicuramente finirà per vanificare quell'ultimo spiraglio diplomatico aperto con il vertice fissato per giovedì.

Dura invettiva

Dopo un lungo excursus storico, in cui ha ricordato le origini dell'Unione sovietica e la sua dissoluzione, puntando il dito contro l'ingratitudine di Kiev di fronte alla solidarietà solerte della Russia, che si è fatta carico anche dei debiti ucraini, Putin ha spiegato di non poter abbandonare al proprio destino i milioni di russi che vivono al confine orientale, e per questo ha detto riconosce le repubbliche separatiste.

Il discorso televisivo si è risolto in una durissima arringa contro i dirigenti ucraini, accusati di ogni nefandezza, e contro l'Occidente. "L'Ucraina ha già perso la sua sovranità", diventando serva "dei padroni occidentali", ha attaccato Putin, per poi accusare la Nato di essere già praticamente presente sul territorio ucraino, minacciando direttamente la sicurezza della Russia.

"In Ucraina le armi occidentali sono arrivate con un flusso continuo, ci sono esercitazioni militari regolari nell'ovest dell'Ucraina, l'obiettivo è colpire la Russia", ha affermato, aggiungendo che "le truppe della Nato stanno prendendo parte a queste esercitazioni, almeno 10 sono in corso, ed i contingenti Nato in Ucraina potrebbero crescere rapidamente".

Sanzioni immediate

Immediata la risposta di NATO e Bruxelles, che annunciano sanzioni per tutti coloro che saranno coinvolti nel riconoscimento dell'indipendenza due enclave secessioniste .

l presidente Usa Joe Biden ha chiamato subito dopo il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente francese Emmanuel Macron. Gli Stati Uniti hanno già annunciato le prime sanzioni su investimenti e commercio nel Donbass, alle quali se ne aggiungeranno ovviamente altre.

L'Unione europea si appresta a farlo domani, con il presidente di turno Macron che per il momento ha parlato di misure "mirate". Anche Londra, ha fatto sapere la sua ministra degli Esteri Liz Truss, annuncerà un'ulteriore stretta verso la Russia.

In un tweet, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen scrive definisce la mossa come "una palese violazione del diritto internazionale, dell'integrità territoriale dell'Ucraina e degli accordi di Minsk" annunciando che l'Europa "e i suoi partner reagiranno con unità, fermezza e determinazione in solidarietà con l'Ucraina".

Otto anni di conflitto

Russia e Ucraina sono impantanate in una violenta disputa dal 2014, quando l'allora presidente Viktor Yanukovych, amico del Cremlino, fu spodestato dalle proteste di piazza Maidan.

Mosca rispose annettendo la Crimea e sostenendo l'insurrezione separatista nel Donbas, dove la guerra è costata la vita ad oltre 14.000 persone.

Con una stima di 150.000 truppe ammassate su tre lati dell'Ucraina, gli Stati Uniti avevano avvertito negli ultimi giorno che Mosca avesse già deciso di invadere. Tuttavia, i presidenti americano e russo avevano provvisoriamente concordato un possibile incontro in un ultimo sforzo per evitare la guerra.

Si dice che l'incontro sia fuori discussione se la Russia dovesse invadere.

La prospettiva di un vertice faccia a faccia aveva risvegliato le speranze che la diplomazia possa prevenire un conflitto devastante, che provocherebbe vittime di massa ed enormi danni economici in tutta Europa, che dipende fortemente dall'energia russa.