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Italia, la Corte costituzionale boccia il referendum sull'eutanasia

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Di Euronews
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manifestazione per il fine vita
manifestazione per il fine vita   -   Diritti d'autore  PAOLO GIOVANNINI/AP

La Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile, dopo 3 ore di camera di consiglio, il quesito proposto dall'Associazione Coscioni sulla depenalizzazione dell'omicidio del consenziente. Il referendum sull'eutanasia, o meglio sul suicidio assistito, non si voterà la prossima primavera. In attesa del deposito della sentenza l'Ufficio comunicazione ha fatto sapere che la Corte costituzionale ha bocciato il quesito referendario perché, "a seguito dell'abrogazione, ancorché parziale, della norma sull'omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili".

Immediata le reazione di Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Coscioni e divenuto un simbolo della battaglia per il suicidio assistito, per aver accompagnato in Svizzera dj Fabo.

"Questa per noi è una brutta notizia. È una brutta notizia per coloro che subiscono e dovranno subire ancora più a lungo. Una brutta notizia per la democrazia".
Marco Cappato

Non nasconde grande tristezza anche Mina Welby, attivista emoglie di **Piergiorgio Welby (**chegravemente ammalato chiese ripetutamente che venissero interrotte le cure che lo tenevano in vita). "Ero sicura - dice - che la Corte avrebbe deliberato a favore di questo referendum e sono rimasta molto delusa. Vorrei personalmente fare qualcosa per sensibilizzare al tema, non so ancora cosa".

L'attenzione della Corte costituzionale si è concentrata su questo delicato quesito e sono state dunque rimandate le decisioni sugli altri sette referendum: quello sulla depenalizzazione della cannabis e gli altri su temi legati alla giustizia.