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Marocco: mobilitazione per salvare Rayan, caduto nel pozzo come Alfredino

Marocco: mobilitazione per salvare Rayan, caduto nel pozzo come Alfredino
Diritti d'autore -/AFP or licensors
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Di Gioia Salvatori
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L'incidente è avvenuto martedì, si scava per salvare il piccolo di 5 anni, la trivella è arrivata a pochi metri; il piccolo è vigile, è stato ripreso da una telecamera ed ha mangiato ma il rischio di frane è enorme

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La claustrofobia solo a pensarci, la paura che finisca male, la concitazione per raggiungerlo il prima possibile. In Marocco un bimbo di cinque anni Ryan è caduto in un pozzo, inghiottito a 32 metri di profondità vicino la sua casa nel nord del Paese, nella provincia di Chefchauen, sulla catena montuosa del Rif.   

Rayan è nel pozzo da martedì pomeriggio

Ryan è sfuggito ai genitori martedì in un momento di disattenzione, ha raccontato il papà, nel buco gli hanno passato cibo e ossigeno ma il foro è stretto, impossibile per gli speleologi entrarci: ''Più ci avviciniamo, il buco diventa stretto e difficile da attraversare, il che rende molto complesso salvare il bambino - racconta un soccorritore - Questo è il motivo per cui abbiamo dovuto escogitare un'altra tecnica che è scavare". Scavare però comporta il rischio di frane, il più grave in questo momento. 

Come per Alfredino, soccorsi in diretta e paura

Proprio come per Alfredino Rampi, che morì nelle stesse circostanze a Vermicino nell' '81, il Paese in ansia segue l'interminabile diretta delle operazioni di salvataggio. Stavolta però la trivella è a un passo e Rayan forse ce la farà. 

Sui social in tutto il nord Africa si moltiplicano i messaggi di auguri e di solidarietà, le rappresentazioni affettuose del piccolo nel pozzo. 

Le dirette hanno mostrato lo stato di avanzamento dei lavori, a volte interrotti a causa di una frana o per far posto ai geometri ed esperti presenti in cantiere per effettuare gli studi necessari prima di riprendere i lavori.

Le immagini hanno mostrato una massiccia presenza di cittadini che hanno trascorso l'intera notte nel luogo dell'incidente, anche pregando per il bambino.

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