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Applausi: il settennato di Mattarella, dal sovranismo alla pandemia

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Di Stefania De Michele
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Il presidente Sergio Mattarella
Il presidente Sergio Mattarella   -   Diritti d'autore  HANDOUT/AFP

Il secondo mandato lo ha escluso da tempo, Sergio Mattella, che ha fatto i bagagli per tornare nella sua Palermo: qualche giorno, il tempo di seguire il conclave parlamentare per l'elezione del suo successore e organizzare il trasloco nella nuova casa romana.

Eppure, non c'è presidente più acclamato di lui, standing ovation alla prima della Scala con richiesta di bis, applausi per le strade.

 Ma il giurista schivo, con la democrazia cristiana nel dna familiare, torna al fotogramma precedente quel 6 gennaio 1980, che lo ritrae con il fratello Piersanti tra le braccia, ucciso in un agguato di mafia. Il prima era l'impegno discreto, il dopo è stato il percorso che l'ha portato al Colle. 

I 7 anni al Colle

È stato un settennato tra i più complessi, iniziato all'insegna del populismo sovranista, che Mattarella ha tenuto a battesimo con l'esecutivo giallo-verde di Conte, e terminato con il governo tecnico di Draghi

In mezzo, un tentativo diimpeachment capitanato dai 5 stelle e una pandemia mondale. 

Il presidente delle emergenze è stato il pater familias di una nazione piegata dal Covid, che ha ucciso più di 140mila italiani. 

Lontano per carattere dal 'No, io non ci sto' di Scalfaro e dal granitico 'pcdurismo' di Napolitano, Mattarella resta amatissimo.
Un fenomeno social, anche, visto il proliferare dei meme e delle comunità dei Mattarellers online.

Un ruolo più incisivo

Sergio Mattarella ha raccolto con garbo l'eredità dei suoi predecessori per un ruolo più incisivo ritagliato dal Capo dello Stato nelle pieghe della Costituzione.

Anche le ombre sembrano meno scure, come lo scandalo delle nomine al Csm che Mattarella presiede.

Sarà chi arriva dopo a farsene carico.