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Tennis, tutte le grane di Djokovic il non vaccinato

Novak Djokovic
Novak Djokovic Diritti d'autore ANNE-CHRISTINE POUJOULAT/AFP or licensors
Diritti d'autore ANNE-CHRISTINE POUJOULAT/AFP or licensors
Di Euronews
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Richiesta di un risarcimento? È la possibilità al vaglio degli avvocati di Novak Djokovic dopo l'espulsione dall'Australia

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L'affaire Djokovic continua: i legali del tennista stanno valutando la richiesta di un risarcimento da 5 milioni di dollari nei confronti dell’Australia e degli Australian Open. 

D'altro canto, il meccanismo innescato dall'espulsione potrebbe anche convincere gli sponsor ad agire per la riduzione del compenso di sponsorizzazione o, in casi estremi, per la risoluzione del contratto.

A monte di tutto questo, c'è un'altra questione da dirimere, e cioè se il miglior tennista al mondo potrà entrare in Australia per il torneo del prossimo anno.

Blažo Nedić, consulente legale, spiega che quando si viene espulsi dall'Australia è automaticamente vietato tornare nel Paese per i successivi tre anni.

"Solo il ministro dell'immigrazione può decidere se revocare questa decisione - aggiunge Nedić - questo significa che solo il ministro può dire se Novak Djokovic sarà presente ai prossimi Australian Open".

L'espulsione di Djokovic

Né irrazionale e neppure illogica. Così la Corte federale australiana sulla decisione del ministro dell'Immigrazione, Alex Hawke, che ha revocato il visto a Novak Djokovic. I giudici, che hanno avallato il provvedimento, fanno riferimento alla circostanza che il tennista non ha rispettato il periodo di quarantena dopo essere risultato positivo al Coronavirus.

Non di secondo piano il fatto che, se emulato, l'atteggiamento di un'icona dello sport potrebbe portare alla violazione generalizzata delle norme sanitarie, influenzando persone di tutte le età a seguire il suo esempio.

Nada Martinović, avvocato, illustra la linea dei legali del tennista numero 1 al modo: "Gli avvocati di Djokovic hanno chiesto alla corte: dove sono le prove che Novak è un no-vax? Non ha mai detto nulla contro i vaccini e non ha mai incoraggiato nessuno a sostenere la protesta no-vax. Ma la Corte sostiene che non si deve necessariamente agire, fare o dire qualcosa pubblicamente, per rappresentare una minaccia".

Djokovic, numero 1 ma per quanto ancora?

Adesso, la  la sequenza da record di Djokovic - 356 settimane in cima al ranking mondiale - potrebbe interrompersi il 21 febbraio.

Ma, anche se non accadesse, l'obiettivo del campione si conferma quello di diventare il miglior tennista di sempre, vincendo almeno un altro torneo del Grande Slam. 

La domanda a cui non è stata ancora data una risposta è: Djokovic potrà giocare in quelle competizioni, anche se non vaccinato?.

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