EventsEventi
Loader

Find Us

PUBBLICITÀ

Giappone: un negozio lotta contro l'invisibilizzazione delle persone con disabilità

Tokyo shop sells handmade items produced by people with disabilities
Tokyo shop sells handmade items produced by people with disabilities Diritti d'autore AFP frame
Diritti d'autore AFP frame
Di Annalisa Cappellini
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

Gli oggetti venduti nel negozio, Majerca, sono realizzati a mano da veri e propri artigiani, retribuiti per ognuna delle loro creazioni.

PUBBLICITÀ

In questo quartiere alla moda di Tokyo, il negozio Majerca propone ai suoi clienti oggetti alternativi, fatti a mano da lavoratori con disabilità. Si tratta di una maniera innovativa di promuovere il lavoro e le capacità delle persone disabili, che in Giappone sono ancora troppo spesso vittime di discriminazioni.

Questi pregiudizi nei confronti delle persone diversamente abili, radicate nella società tradizionale giapponese, spesso impediscono loro di trovare un lavoro e di rendersi indipendenti. Eppure, molti di loro possiedono competenze tecniche e creative notevoli. Secondo Mitsuhiro Fujimoto, il fondatore di Majerca, "il lavoro di queste persone e gli oggetti che creano hanno un grande valore, eppure loro restano invisibili. Io stesso in passato non li notavo".

"Veri e propri artigiani"

Un'invisibilizzazione resa ancora più forte dal concetto, piuttosto diffuso in Giappone, che le persone con disabilità, che beneficiano di sussidi statali, non dovrebbero lavorare. Un pregiudizio dannoso e insensato: "alcuni lavoratori qui hanno più di 30 anni di carriera alle spalle", dice Miho Hattori, impiegata di Majerca. "Hanno imparato a tessere quando erano ancora bambini. Hanno così tanta esperienza che bisogna considerarli dei veri e propri artigiani".

Riconoscere un prezzo equo

Dopo avere aiutato le persone con disabilità ad inserirsi nel mondo del lavoro, il fondatore di Majerca si impegna ora affinchè alle creazioni dei suoi impiegati sia riconosciuto un prezzo più equo.

"Indipendentemente dal fatto che i prodotti siano stati creati da persone con disabilità, dovremmo riconoscere il giusto valore e il giusto prezzo a questi oggetti. Si tratta di una questione di principio, bisogna attribuirgli il prezzo che meritano", afferma Mitsuhiro Fujimoto.

Per ogni oggetto venduto, circa il 60% del costo è riversato all'artigiano che lo ha realizzato. Una maniera di accompagnare le persone con disabilità verso una vita lavorativa piena e soddisfacente.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

"Non sono le disabilità che contano ma le abilità"

Una nuova strategia europea per la disabilità

Tokyo 2020 e i disabili: il Giappone si prepara alle Paralimpiadi abbattendo le barriere