Obbligo vaccinale a over 50, Draghi: "scelta basata su dati e numeri"

Il Premier italiano Mario Draghi indossa la mascherina durante una conferenza stampa per spiegare le nuove misure anti-COVID 19 del governo a Roma, lunedì 10 gennaio 2022
Il Premier italiano Mario Draghi indossa la mascherina durante una conferenza stampa per spiegare le nuove misure anti-COVID 19 del governo a Roma, lunedì 10 gennaio 2022 Diritti d'autore Gregorio Borgia/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
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Di Euronews Agenzie:  ANSA
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Il premier difende inoltre la scelta di proseguire le lezioni senza ricorrere alla Dad, come chiedevano i governatori: "dobbiamo limitare le diseguaglianze"

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Una mera questione di costi e benefici. Così il premier Mario Draghi spiega la scelta di imporre la vaccinazione obbligatoria agli over 50: "Non dobbiamo mai perdere di vista - ha detto in conferenza stampa - che gran parte dei problemi che abbiamo oggi dipende dal fatto che ci sono ancora dei non vaccinati. Quindi c'è l'ennesimo invito a tutti gli italiani che non si sono vaccinati a farlo, anche con la terza dose".

Una scelta orientata, dunque, da un mero computo sui dati: i quali, secondo Draghi, "sostanzialmente, ci dicono che gli over 50 corrono maggiori rischi. E che due terzi dei reparti di terapia intensiva sono occupati da non vaccinati".

A margine, il premier ha dovuto spiegare perché non abbia voluto riprendere le lezioni con la Didattica a distanza (DAD), tirando dritto nonostante il pressing di molti governatori.

"Basta guardare gli effetti sulla disuguaglianza tra gli studenti, tra gli scolari del DAD (insegnamento telematico a distanza) dello scorso anno, per convincersi che questo sistema scolastico che può essere necessario in caso di emergenze drammatiche, provoca disuguaglianze destinate a rimanere, disuguaglianze che si riflettono poi su tutto il futuro della loro vita lavorativa. "

Secondo Draghi, il governo affronta oggi "la sfida della pandemia e la diffusione di varianti molto contagiose con un approccio un po' diverso rispetto al passato: vogliamo essere molto cauti ma anche cercare di minimizzare gli effetti economici, sociali, soprattuto sui ragazzi e le ragazze, che hanno risentito delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione".

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