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Kazakhstan: arrestato l'ex primo ministro e capo del controspionaggio, ancora un morto ad Almaty

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Di Gioia Salvatori
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Disordini in Kazakhstan
Disordini in Kazakhstan   -   Diritti d'autore  AP Photo/Vasily Krestyaninov

Ancora ore di tensione in Kazakhstan dove da una settimana continuano le proteste anti-governative e le relative rappresaglie. Questo sabato l'ex primo ministro ed ex capo del controspionaggio, Karim Masimov, è stato arrestato con l'accusa di alto tradimento; un fermo che pesa, è la prima volta di un ex alto funzionario di Stato, una mossa tesa a suggerire che ci sia una regia dei servizi dietro le rivolte. Nottetempo un giovane israeliano di 22 anni è restato ucciso in una sparatoria ad Almaty, altri sono vivi per caso: "Quest'oggi, 8 gennaio alle 8 di mattina, la mia automobile è stata colpita da proiettili. La direzione dalla quale venivano era l'ufficio del sindaco", racconta un pensionato, un passante.

Certo è che nulla sarà più come prima in un Paese in cui i diritti civili vengono violati e l'opposizione repressa. "Penso che la gente si è svegliata, non ci sarà un altro presidente che regnerà per 30 anni" - dice un passante.

Tokayev a Putin: la situazione si stabilizza

Intanto il presidente kazako Kassym Jomart Tokayev ha avuto un colloquio telefonico con l'omologo russo Vladimir Putin che da giovedì ha inviato le truppe per sedare le proteste. Ha comunicato che la situazione è in via di stabilizzazione.

Turisti russi rimpatriati con voli militari

Anche diversi turisti sono stati sorpresi dalla rivolta mentre si trovavano in Kazakhstan per passare le vacanza di fine anno. Almeno 25 russi sono stati rimpatriati in aereo: "Siamo arrivati qui per l'ultimo dell'anno, volevamo sciare e ora ci troviamo costretti a rimpatriare in Russia con un aereo militare, probabilmente non ci sono altre soluzioni", racconta uno di loro.

Dall'inizio delle proteste scatenate dai rincari del gas, oltre venti persone sono morte nella repressione e 4000 sono state arrestate.