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La proteste di Greenpeace. Nel mirino la proposta della Commissione sul nucleare

Nucleare in Europa
Nucleare in Europa Diritti d'autore Diritti d'autore EMMANUEL DUNAND/AFP
Diritti d'autore Diritti d'autore EMMANUEL DUNAND/AFP
Di Debora Gandini
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La proteste di Greenpeace. Nel mirino la proposta della Commissione europea sul nucleare. Per gli attivisti una grave minaccia per l’Europa

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Greenpeace è sul piede di guerra. Nel mirino la proposta della Commissione europea di classificare energia nucleare e gas naturale come attività economiche sostenibili, e dunque finanziabili anche con fondi di Bruxelles.

Un’idea considerata dagli ambientalisti una vera minaccia per la transizione energetica dell'Europa nei prossimi decenni, come si legge in una nota di Magda Stoczkiewicz, Direttrice della sezione europea di Greenpeace. La promozione di queste forme di energia tossiche non possono che essere un problema serio da affrontare senza mezze misure.

A Bruxelles nelle scorse settimane un gruppo di attivisti di Greenpeace Belgio aveva manifestato davanti ai palazzi della Commissione e del Consiglio europeo con slogan e un gigantesco dinosauro. Una forma di protesta contro la possibile inclusione del gas fossile e del nucleare.

Proteste e piani europee per l'energia

Nonostante i sit-in degli ecologisti, la Commissione ha presentato ai paesi membri e agli esperti della Piattaforma la bozza dove vengono proposti anche investimenti in centrali nucleari da costruire prima del 2045 e che siano considerati sostenibili. Un piano che gli ecologisti non ritengono la strada giusta verso la transizione verde auspicata da diversi stati membri, tra cui la Germania che ha chiuso altre tre centrali.

Secondo il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis l'inserimento di gas e nucleare nella tassonomia è questione che è stata sollevata da vari ministri. “Per il mix energetico del futuro abbiamo bisogno di più rinnovabili – aveva dichiarato confermando che si sta preparando il nuovo atto delegato.”

Se Berlino vira su altre fonti di energie rinnovabili, la Francia, forte dei suoi quasi 60 reattori in attività che coprono oltre il 40% del fabbisogno elettrico nazionale, non sembra invece voler rinunciare al nucleare. L’idea di una tassonomia europea era stata lanciata dalla Commissione nel 2018 per identificare le energie che potessero contribuire all’evoluzione positiva del clima o attenuare il surriscaldamento climatico.

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