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Serbia, l'incredibile storia di una casa fatta con mattoni di epoca romana

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Di redazione italiana
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Un mosaico di epoca romana
Un mosaico di epoca romana   -   Diritti d'autore  Gregorio Borgia/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

Quando la storia è di casa è una storia ma quando la casa è fatta di storia è un'altra storia ancora.

Forse è tutta la stessa storia. È un fatto che Verica e suo marito vivono a Stari Kostolac, in Serbia, in una casa, che sorge vicino a un sito archelogico, costruita con mattoni vecchi di oltre 1600 anni.

Una miniera di vissuto e memoria impareggiabile e ineguagliabile. Il bello di questo luogo è che riserva ogni giorno sorprese come ci dice lei stessa ricordando di un giorno in cui trovò una spilla:

"Stavamo arando il campo di patate - dice Verica Ivanovic, 82 anni - e mentre scavavo guarda un po' cosa trovo? Un cammeo, so benissimo cosa sia un cammeo. Brillava. E pensare che ero lì lì per andarmene, poi sono tornata sui miei passi e ho frugato ancora con la zappa e ho scoperto una spilla con un bellissimo volto di donna. Che adesso è al museo".

La casa di Verica sorge non lontano da un sito archeologico e quest'ultimo sorge non lontano da centrale elettrica, nei pressi del fiume Mlava che va poi a gettarsi nel Danubio.

Emilija Nikolic, ricercatrice dell'Istituto archeologico di Belgrado, ha datato i mattoni della casa degli Ivanovic: risalgono al III o al 4 secolo dC e nella zona è facile trovare pezzi di pavimentazione risalente a quel periodo. La casa di Verica fu costruita dal nonno alla fine della Prima guerra mondiale, l'uomo raccolse tutto quello che trovò nei campi e costruì una casa per la famiglia. Il paesino di Stari Kostolac sorge vicino a quella che era Viminacium, città e roccaforte militare del fu Impero romano.

La famiglia si è resa conto solo in seguito che i mattoni gialli erano molti più che semplici resti di laterizzi.

Gli abitanti della zona non sono però così ingenui, i campi oltre a dare il raccolto davano anche monete e monili, in alcune fattorie vecchi sarcofagi erano usati sin dal secolo scorso per abbeverare gli animali o come mangiatoie.

Ricordi di fine impero

La ricchezza archeologica della zona insomma è nota, molte altre abitazioni erano state costruite con mattoni storici ma nella maggiorparte dei casi i proprietari si sono trasferiti nei centri urbani abbandonando queste dimore che alla fine sono crollate.

Viminacium fu capoluogo di provincia della Mesia, abitata fino ai primi secoli dopo Cristo del primo Millennio.

Ma l'invasione degli Unni nel V secolo segnò l'inizio del declino e la città fu abbandonata con l'arrivo degli Slavi nel VII secolo. Secondo gli specialisti, 30.000 persone vivevano nella città all'apice del suo splendore. Sono state trovate più di 14.000 tombe, che la rendono una delle necropoli più importanti dell'Impero Romano mai scoperte.

Qui sono stati scoperti decine di migliaia di oggetti ed edifici, tra cui terme romane con pareti e pavimenti riscaldati, è stata ritrovata perfino una flotta di navi.

Il sito resta unico in quanto nessuna altra città è venuta dopo, è rimasta quindi l'unica grande città romana della zona, sottolineano gli archeologi. Che sanno che c'è ancora molto da scavare e da trovare.