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Rutte a capo di un nuovo governo olandese che nasce a 271 giorni dal voto

Rutte a capo di un nuovo governo olandese che nasce  a 271 giorni dal voto
Diritti d'autore Peter Dejong/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Di Paolo Alberto Valentiansa
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Ma i nomi dei ministri dei Paesi Bassi si conosceranno solo a gennaio. Gli olandesi alle prese con un nuovo governo quadripartito che deve risolvere non solo la gestione della pandemia

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La laboriosa gestazione del nuovo governo olandese è finalmente riuscita a mettere in pista una coalizione di quattro partiti che mercoledì in conferenza stampa si sono impegnati ad affrontare gli spinosi problemi che affliggono i Paesi Bassi e che vanno dal cambiamento climatico alla carenza di alloggi passando per la sanità pubblica in pandemia e un sistema scolastico nazionale da rivedere.

Il governo di tutti del "premier teflon"

La coalizione di governo è formata dal Partito popolare per la libertà e la democrazia (Vvd) dell'attuale capo del governo, il Cda (cristiano-democratici), il D66 (social-berali) e la Cu (Unione cristiana). Occorrerà tuttavia aspettare gennaio per la nascita del nuovo governo. Le trattative andavano avanti dal  17 marzo scorso. Ma anche questa volta il rigidissimo Mark Rutte, vessillifero dei paesi frugali, che tanto pensano di poter insegnare agli altri partner europei, ce l'ha fatta e per questa sua abilità nelle resistenza agli attacchi interni ed esterni e la capacità di eludere scandali a ripetizione si è guadagnato il nomignolo di "premier teflon".

Il paese che vuole dare il futuro ai giovani

Rutte ha sciorinato la sua capacità seduttiva e si erge a sostenitore dei giovani pertanto il suo esecutivo ha la dichiarata ambizione di "garantire che le generazioni future possano fare le loro scelte nella vita personale e per questo le basi del futuro devono essere gettate ora”. 

L'ora della transizione energetica

L'allusione alla transizione energetica non risparmia però l'intenzione di aprire due nuove centrali atomiche per limitare la dipendenza dei Paesi Bassi dalle importazioni di gas. Intanto la centrale nucleare di Borssele, l'unica in funzione in Olanda, resterà operativa ancora a lungo. Fra gli altri capitoli  del programma c'è  la riduzione del 55% delle emissioni nel 2030 rispetto al 1990, in coerenza con gli obiettivi dell'Unione Europea (l'accordo adottato nel 2019 mirava a ridurre le emissioni del 49%).

Un programma ambizioso

La scaletta di governo è ritenuta molto "ambiziosa" dagli osservatori e prevede l'estensione dell'assistenza all'infanzia gratuita, 35 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni per contrastare il cambiamento climatico e la costruzione di circa 100.000 nuove case ogni anno.

Un premier da record

Mark Rutte è al quarto mandato ed ha stretto l'accordo programmatico a 271 giorni dal voto; solo il Belgio è riuscito a fare peggio con un governo nato dopo oltre 500 giorni di trattative. I Paesi Bassi sono, come il resto d'Europa, ancora in mezzo al guado e fra le turbolenze della pandemia. 

Le proteste per la gestione della crisi pandemica hanno scatenato episodi di grave guerriglia urbana  nelle scorse settimane. A quanto pare nella nuova squadra di governo non dovrebbe essere confermato l'ex  ministro della Salute, Hugo de Jonge, preso di mira dalle proteste antigovernative per le restrizioni anti-Covid che non sono riuscite ad evitare un profondo stress a tutto il comparto sanitario nazionale. 

Col quarto mandato Rutte diventerà uno dei leader europei più longevi, dopo l'ungherese Viktor Orban ma rimarrà probabilmente lontano dai 16 anni di governo della tedesca Angela Merkel.

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