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Come ti aggiro le regole: i politici europei beccati a violare le restrizioni anti-covid

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Di Pablo Ramiro  & edizione italiana: Antonio Storto
il premier britannico Boris Johnson esce dal 10 di Downing Street mentre un coro di bambini canta durante la cerimonia dell'albero di Natale, Londra, 1 dicembre 2021
il premier britannico Boris Johnson esce dal 10 di Downing Street mentre un coro di bambini canta durante la cerimonia dell'albero di Natale, Londra, 1 dicembre 2021   -   Diritti d'autore  Frank Augstein/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Mentre i cittadini britannici si ritrovavano a trascorrere vacanze di Natale tra le più blindate del mondo, con un confinamento molto più severo rispetto a gran parte dei loro vicini europei, il premier Boris Johnson si godeva del buon formaggio, salumi e il miglior vino a una festa a Downing Street.

Era il 29 dicembre 2020 e, appena qualche mese prima BoJo si era ritrovato in terapia intensiva, esperienza che gli aveva fatto cambiare bruscamente idea circa la virulenza e la pericolosità del Covid.

Comportamenti di questo tipo, secondo Antoni Gutiérrez-Rubí, consigliere per la comunicazione e direttore della società di consulenza spagnola Ideograma, “colpiscono il carattere esemplare e, quindi, la reputazione di un leader". Ma se per un capo di stato esemplarità e coerenza "sono auspicabili nella vita privata", spiega Gutiérrez-Rubì, "in quella pubblica diventano attributi richiesti".

Ciononostante, quello di Johnson in Europa è un caso tutt'altro che isolato.

Lei non sa chi sono io

Proprio all'autorevolezza della sua carica cercò di appellarsi, ad esempio, Alex Pastor, all'epoca sindaco della città spagnola di Badalona, quando fu pizzicato a eludere le restrizioni da covid.

"Sono il sindaco di Badalona!" strillò indignato Pastor quando i Mossos de Esquadra, nel maggio del 2020, lo fermarono alla guida nel centro di Barcellona, con un tasso di alcol nel sangue molto più alto del consentito. ​​Al culmine della pandemia e con l'intero Paese confinato, al sindaco socialista toccò dimettersi subito dopo aver trascorso la notte in una cella della questura locale: in preda ai fumi dell'alcol, infatti, aveva perfino dato un morso a uno degli agenti.

Per Gutiérrez-Rubí c'è qualcosa di indiscutibile che viene chiesto ai politici: “meritare la fiducia degli elettori, restituendogliela sotto forma di credibilità e di servizio". "Ai politici - spiega - si chiede d'essere degli esempi, e di esserlo sempre. E ciò accade soprattutto perché chi ricopre cariche pubbliche ha i livelli di responsabilità più elevati”.

Un altro caso eclatante fu quello del britannico Dominic Cummings, braccio destro e principale consigliere di Johnson, che nel marzo del 2020, con la moglie Laura, guidò da Londra fino alla sua città natale, Durham, nonostante entrambi avessero chiari sintomi di Covid-19. Anche lui, come Pastor, pagò la "bravata" con le dimissioni.

Lapsus finlandese

Anche la giovanissima premier finlandese Sanna Marin ha avuto, per così dire, un lapsus qualche giorno fa: dopo un contatto diretto con una paziente Covid, se n'è andata a passare la serata in una discoteca.

Olivier Matthys/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
la premier finlandese Sanna Marin si toglie la maschera protettiva all'arrivo a un vertice del Consiglio europeo a Bruxelles, venerdì 25 giugno 2021Olivier Matthys/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Sebbene, in casi come questo, le autorità finlandesi non impongano la quarantena a chi si è sottoposto al ciclo di vaccinazione completo, a Marin - come a ogni altro vaccinato che venga in contatto con un positivo - i medici hanno raccomandato un test antigenico e l'evitamento di situazioni affollate.

A sua discolpa, la Premier ha mostrato come questa raccomandazione sia arrivata dal medico solo in un secondo momento, via sms, quando ormai era in discoteca e con il telefono dimenticato a casa.

"Avrei dovuto giudicare meglio e controllare una seconda volta le istruzioni che avevo ricevuto", ha detto comunque la premier "mi dispiace molto".

Predicare bene e razzolare male

E a proposito di dare l'esempio, capita che a finire nei guai, a volte, siano proprio coloro ai quali precauzioni e restrizioni è demandato di formularle e farle rispettare. Nell'ottobre 2020 in Repubblica Ceca toccò al ministro della Salute Roman Prymula, che pensò bene di andarsene al ristorante proprio quando a questi esercizi era stato ordinato di rimanere chiusi e servire solo pasti da asporto.

Prymula respinse stoicamente le furiose richieste di dimissioni da parte dell'allora premier Andrej Babis, assicurando che si era trattato di un incontro di lavoro con Jaroslav Faltinek, leader parlamentare e a sua volta esponente del partito di Babis. "Non puoi predicare acqua e bere vino" disse il premier. Dal canto suo il ministro, un epidemiologo medico, precisò che lui e Faltinek erano soli nel locale e che avevano osservato tutte le misure di sicurezza.

"Noi osserviamo, monitoriamo e giudichiamo costantemente i politici", spiega Gutiérrez-Rubí. “L'esemplarità - prosegue l'esperto - è diventata una richiesta imprescindibile da parte dei cittadini e, di conseguenza, un'attitudine molto apprezzata in ogni costruzione di leadership”.

Baccanale pandemico

Ma è da Bruxelles che arriva il caso indubbiamente più eclatante di questo biennio di pandemia. Protagonista ne fu l'Ungherese József Szájer, all'epoca europarlamentare in quota Fidesz, il partito ultraconservatore guidato da Viktor Orban.

Il 27 novembre del 2020, mentre il Belgio veniva travolto dalla seconda ondata pandemica, Szájer - eletto con una formazione nota per il suo strenuo rifiuto del mondo Lgbt - fu fermato dalla polizia durante un'irruzione in rue des Pierres, nel quartiere gay di Bruxelles: con le mani sporche di sangue cercava di scappare dalla finestra di un appartamento in cui era in corso un'orgia gay. Nel suo zaino fu inoltre trovata una pillola di ecstasy, il cui possesso è stato sempre disconosciuto dall'europarlamentare.

Com'era prevedibile, comunque, il caso ha comportato la fine della carriera politica di Szájer: lo stridente contrasto tra le sue posizioni ultra-conservatrici e la sua condotta privata fece scivolare in secondo piano ogni considerazione sulla violazione delle restrizioni anti-Covid.

"Quello che ha fatto Szájer non è compatibile con i valori della nostra comunità politica" disse alla stampa un dolente Orbán. Dopodiché le dimissioni furono praticamente immediate.

Non è stata peraltro l'unica volta in cui un europarlamentare ha perso il posto per aver eluso le misure anti-contagio: una testa ben più eccellente a cadere fu quella del commissario europeo per il commercio, l'irlandese Phil Hogan, accusato di essere andato nella Repubblica d'Irlanda per partecipare a una cena in un golf club con più di 80 persone, attraversando lungo il viaggio diverse contee sottoposte a lockdown e blocco della circolazione.

Hogan si è scusato con gli irlandesi e ha finito per dimettersi sotto la pressione del governo di coalizione del suo paese