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Via dall'Etiopia in guerra civile: l'Ue ritira il personale non essenziale

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Di Euronews
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Etiopia
Etiopia   -   Diritti d'autore  YASUYOSHI CHIBA/AFP or licensors

È la premessa al caos in Etiopia: i ribelli della regione settentrionale del Tigré avanzano verso la Capitale Addis Abeba e il governo centrale chiede la resistenza degli abitanti.

Una situazione incandescente che ha convinto l'Unione europea a ritirare il suo personale non essenziale dal Paese.

L'Etiopia rischia un'escalation di violenza, con partenze di massa come quelle avvenute in Afghanistan, a Kabul, ha detto il sottosegretario generale per gli Affari umanitari e coordinatore degli Aiuti di emergenza dell'Onu, Martin Griffiths.

Il conflitto è esploso nell’autunno del 2020 quando Il primo ministro Abiy Ahmed, Nobel per la Pace nel 2019, ha dato il via all’offensiva contro il Tigré in risposta agli attacchi delle forze tigrine alla base militare di Sero.
L'appello corale al cessate il fuoco è per adesso caduto nel vuoto.

A causa del conflitto, in Etiopia, negli ultimi 12 mesi, sono morte migliaia di persone e più di due milioni di civili sono stati costretti a lasciare le loro case.