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La leader dell'opposizione bielorussa Tikhanovskaya: "Non dialogate con il regime di Minsk"

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Di Euronews
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Tikhanovskaya a Vienna
Tikhanovskaya a Vienna   -   Diritti d'autore  JOE KLAMAR/AFP or licensors

Una guerra ibrida, è stata definita, con la Bielorussia che utilizza i migranti alla frontiera con la Polonia in ritorsione alle sanzioni poste dall'Unione europea: un braccio di ferro innescato dalle repressioni ad opera del regime di Minsk.

"E non devono esserci cedimenti", dice la leader dell'opposizione bielorussa Svetlana Tikhanovskaya durante l'incontro con il cancelliere austriaco Schallenberg.

"Che dialogo può esserci se coloro che devono farne parte sono ancora in prigione? - dice Tikhanovskaya - Che dialogo può esserci se le persone sono detenute e torturate quotidianamente nelle prigioni del KGB? Il vero dialogo inizierà solo quando tutti i prigionieri politici saranno rilasciati e la violenza finirà".

Intanto, Alexander Lukashenko esorta la Germania ad accogliere circa 2.000 migranti rimasti bloccati al confine con la Polonia:.

Il leader bielorusso imputa lo stallo proprio all'assenza di dialogo.

"Sto aspettando la decisione dell'Unione europea su 2.000 rifugiati - sostiene Lukashenko - Abbiamo circa 2.000 migranti in questo campo. Ho chiesto che vengano portati via. La Cancelliera Merkel ha promesso che il problema sarà affrontato a livello comunitario. Eppure, non viene nemmeno preso in considerazione".

Il ministro degli Esteri tedesco Maas ha nuovamente denunciato il "cinico abuso dei migranti" da parte di Minsk. Dal canto suo, la Polonia sta respingendo i profughi: "per proteggere il confine per tutta l'Europa" sostiene Varsavia, che ha incassato il sostegno di Unione europea, Nato e Stati Uniti.