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Crisi migranti, sgomberati tutti i campi. La tragedia del bimbo morto per il freddo

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Di euronews
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Crisi migranti, sgomberati tutti i campi. La tragedia del bimbo morto per il freddo
Diritti d'autore  Hussein Ibrahim/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.

La crisi dei migranti è ormai un’emergenza umanitaria sotto gli occhi dei governi e delle istituzioni. Anche l’ultimo campo improvvisato accanto al varco di Kuznica, lungo il confine tra Bielorussia e Polonia, è stato sgomberato, su pressione delle autorità locali polacche.

C’è chi ha trascorso la notte al gelo, chi ha trovato un rifugio in un centro logistico che già ospita 1000 persone. Centinaia stanno per essere rimpatriati in Iraq. Delle 430 persone che hanno volato da Minsk, 390 sono scese all'aeroporto internazionale di Erbil, nella regione settentrionale del Kurdistan iracheno, prima che il volo proseguisse per Baghdad.

Sono sempre migliaia le persone che ora senza medicine, abiti caldi, cibo mentre si conta la 13esima vittima da quando è iniziato il massiccio trasferimento di rifugiati alla frontiera con la Polonia. Questa volta è un bambino siriano di un anno, morto per il freddo. Insieme alla famiglia, denuncia il Centro polacco per l’aiuto internazionale, era rimasto nella foresta per sei settimane.

Gli attivisti sul posto chiedono aiuti immediati, secondo la portavoce del presidente Lukashenko, l'Unione europea starebbe creando un corridoio. La situazione è allarmante, fanno sapere da Bruxelles, e occorre agire con urgenza per proteggere la vita delle persone.

L'Europa a sostegno della Polonia

L'Unione Europea ha stretto i ranghi con la Polonia, sostenendo le sue operazioni per bloccare l'ingresso nel Paese dei migranti accampati in Bielorussia. Parlando durante una visita a Varsavia, il ministro degli Interni tedesco Horst Seehofer ha chiarito che non ci sarebbe stata per loro alcuna possibilità di asilo nel suo Paese. "E' circolata una informazione falsa cioè il fatto che il governo federale tedesco sarebbe disposto a portare un certo numero di questi rifugiati in Germania. Si parlava di 2.000 persone. Ho immediatamente contattato il cancelliere e ho ricevuto informazioni chiare che si trattava di un rapporto falso": ha detto Seehofer.

Ancora migranti sul confine

Ma ci sono ancora centinaia di migranti che aspettano pazientemente al confine polacco, nonostante le temperature più basse e le condizioni difficili, per raggiungere l'UE. Per la nostra inviata in Polonia Orientale Valerie Gauriat la situazione resta piuttosto grave: " È stata un'altra giornata di intensa attività da parte delle forze di sicurezza sul versante polacco, come è lo stato per tutta la settimana. Gli attivisti ci stanno dicendo da una settimana che praticamente non ricevono chiamate di soccorso dai migranti, non perché non ci siano disordini, ma perché non arrivano e quelli che passano corrono grossi rischi. La cosa preoccupa anche la popolazione locale. Hanno sostenuto la massiccia presenza dei militari, della polizia e delle guardie, ma sono comunque preoccupati per il fatto che ci saranno più vittime. In realtà, sono sicuri che ci saranno altre vittime nelle prossime settimane e questo potrebbe accadere proprio attorno alle loro case".