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Francia: banche dati che innovano, con (più di) un occhio all'ambiente

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Di Euronews
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Siamo nella regione di Parigi: questi edifici sono data center, conservano i dati degli utenti di Internet.

I video che si visualizzano online, i siti web o le applicazioni sul proprio smartphone sono ospitati in questo tipo di struttura.

Senza di loro, sarebbe impossibile inviare e-mail o guardare video su Youtube.

"Siamo nel cuore di un data center - dice Jérôme Total, vice presidente di Data4 Group - ed è in questo tipo di luogo che sono ospitati tutti i dati che creiamo, consumiamo e acquisiamo ogni giorno.

Ad esempio, qui dove ci troviamo oggi abbiamo 15 banche dati, se ci archiviassimo dei video avremmo l'equivalente di 7,5 miliardi di ore di film".

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Un po' più di un po'

Queste banche dati sono costantemente in funzione e generano calore, debbono quindi essere raffreddate, un processo che consuma molta energia.

Esse sono responsabili di circa il 20% dell'impatto ambientale della tecnologia digitale in tutto il mondo.

Per ridurre la sua impronta ecologica, questa azienda ha deciso di innovare.

"Una delle strategie che abbiamo messo in atto, che è una strategia tecnologica per limitare l'impatto ambientale e il consumo energetico dei nostri data center - ribadisce Jérôme Total - è quella che vedete dietro di me, chiamata 'freecooling'.

Consiste nell'aprire determinate apparecchiature tecniche e recuperare l'aria esterna per raffreddare le aule informatiche, quando il tempo lo permette, quando l'idrometria e l'inquinamento esterno lo consentono".

Questo sistema di raffreddamento ha permesso all'azienda di ridurre il proprio coefficiente energetico del 20%.

In pieno lockdown, il traffico internet è aumentato del 30% e i fabbisogni dovrebbero essere moltiplicati per 3 nei prossimi anni, il che implica un consumo energetico e un'impronta di carbonio sempre maggiori.