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Belgrado: Mladić, il murale della discordia

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews - Ansa - Agenzie e Siti internazionali
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Belgrado: Mladić, il murale della discordia
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A Belgrado, la capitale della Serbia, la polizia è dovuta intervenire per fermare gli attivisti dell'ONG balcanica "Youth Initiative for Human Rights" (YIHR), che hanno cercato di cancellare il murale del generale serbo-bosniaco Ratko Mladić (78 anni), che attualmente sta scontando una condanna a vita per crimini di guerra, commessi durante la Guerra dei Balcani.

Alcuni attivisti che hanno lanciato uova sul murale di Mladić - dipinto da ignoti nelle scorse settimane su un edificio del centro di Belgrado - sono stati addirittura arrestati.
La manifestazione di protesta era stata vietata dal ministero dell'Interno serbo.

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Uova lanciate sul ritratto di Mladić.AP Photo

La stessa ONG "Youth Initiative for Human Rights" ha presentato una denuncia contro il ministro dell'Interno, Aleksandar Vulin, proprio per aver vietato la protesta.

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Una foto recente di Mladić durante un'udienza al Tribunale dell'Aja.AP/AP

Come riporta "Balkan Insight", YIHR aveva annunciato che avrebbe rimosso il murale, ma ha ricevuto una notifica da parte del ministero, che ha specificato che l'incontro non sarebbe stato consentito per motivi di sicurezza. Il ministro dell'Interno ha precisato che il gruppo per la difesa dei diritti umani avrebbe avuto "cattive intenzioni".

Secondo quanto riportato dai media serbi, numerosi agenti di polizia sono stati dispiegati nell'area dove di trova il murale e hanno identificato numerosi passanti.

Eroe o criminale di guerra?

I nazionalisti serbi considerano Mladić un eroe e negano ancora che sia stato colpevole di genocidio.

Definito "Il boia di Srebrenica" e "Il macellaio della Bosnia", nel 1995 Mladić venne accusato dal Tribunale Penale Internazionale per la Ex Jugoslavia di genocidio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
Come capo militare con responsabilità di comando, Mladić fu accusato di essere responsabile dell'assedio di Sarajevo (5 aprile 1992 - 29 febbraio 1996) e del massacro di Srebrenica (luglio 1995), il più grande genocidio in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il 26 maggio 2011, Mladić fu arrestato a Lazarevo, in Serbia: la sua cattura era considerata una delle condizioni affinché la Serbia potesse candidarsi a diventare membro dell'Unione europea.

Il processo, iniziato il 12 maggio 2012, si è concluso il 22 novembre 2017 con la condanna all'ergastolo.

La condanna a Mladić è stata confermata anche in appello, l'8 giugno 2021, con un inasprimento ed estensione delle motivazioni sull'uso del genocidio.

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Fermento davanti al murale della discordia.AP Photo

➡️ Per saperne di più: la vera storia del "boia di Srebrenica"