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Un italiano vince la più lunga e monotona ultramaratona al mondo

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Di Cinzia Rizzi  Agenzie:  ANSA
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Il vincitore della 25esima Sri Chinmoy Self-Transcendence 3100 Mile Race, Andrea Marcato
Il vincitore della 25esima Sri Chinmoy Self-Transcendence 3100 Mile Race, Andrea Marcato   -   Diritti d'autore  via video EBU

Altro che Ultra Trail del Monte Bianco o Tor des Geants. La vera ultramaratona - o l'Everest dell'ultrarunning, come la chiamano - è la Sri Chinmoy Self-Transcendence 3100-Mile Race.

4989 chilometri, l'equivalente di 118 maratone, intorno a un solo isolato newyorkese. Monotono e folle, di sicuro. Per pochissimi, ancor più certamente. I partecipanti avevano 52 giorni per completarla, a una media di 96 chilometri al giorno, da percorrere in massimo 18 ore; le sei ore restanti dormivano, mangiavano, si lavavano. L'evento è stato creato nel 1997 da Sri Chinmoy, un guru indiano diventato newyorkese e morto nel 2007, che sosteneva un misto di sport estremo, autotrascendenza e meditazione.

A vincere questa 25esima edizione è stato il 39enne veneto Andrea Marcato, che ha impiegato 42 giorni 17 ore, 38 minuti e 38 secondi - 116 chilometri al giorno in media - stabilendo un nuovo record italiano e diventando il terzo più veloce al mondo a completare l'incredibile distanza.

"Si tratta di soddisfazione personale, direi", racconta il trionfatore. "Quando fai qualcosa di molto, molto difficile, ti dà gioia in qualche modo. Questa gara è davvero insolita e davvero speciale e solo finirla è una grande cosa!"

Marcato, che ha percorso 5.649 volte il giro del complesso scolastico nel quartiere del Queens, non si è limitato però a finirla. Tagliato il traguardo è ripartito per completare quegli 11 chilometri che mancavano per fare cifra tonda e arrivare alla fatidica quota 5.000.

Video editor • Cinzia Rizzi