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Condannato all'ergastolo l'agente di Scotland Yard che uccise Sarah Everard

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Di Cinzia Rizzi
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Sarah Everard, uccisa a marzo dall'agente di polizia Wayne Couzens
Sarah Everard, uccisa a marzo dall'agente di polizia Wayne Couzens   -   Diritti d'autore  Metropolitan Police via AFP video
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Wayne Couzens - l'agente di Scotland Yard che lo scorso 3 marzo rapì, violentò e uccise la giovane Sarah Everard a Londra - passerà il resto della sua vita in carcere. È quanto hanno stabilito i giudici della Central Criminal Court, che hanno deciso inoltre di non concedere all'uomo la libertà su cauzione in futuro, neanche in caso di buona condotta.

"Gli agenti di polizia sono qui per proteggere le persone, per essere degni di fiducia, coraggiosi e compassionevoli. Ogni azione di Couzens è l'esatto contrario di questo", dice il commissario della Metropolitan Police, Cressida Dick.

Cosa accadde quella sera del 3 marzo

Il caso di Sarah Everard ha scosso e non poco l'opinione pubblica. La 33enne scomparse lo scorso 3 marzo mentre tornava a casa dopo una visita a un'amica, attraversando Clapham Common, parco della periferia sud londinese.

Couzens, ex guardia di Downing Street e Westminster, rapì la giovane ingannandola e mostrandole il suo distintivo. Con la scusa di portarla in commissariato - per non aver rispettato il coprifuoco imposto dalle autorità a causa della pandemia - la rapì, la stuprò e la strangolò (utilizzando la cintura della sua divisa), occultandone il cadavere nel Kent. Il 10 marzo i resti della donna vennero trovati in un un grande sacco in una foresta, nei pressi di Ashford. L'uomo ha confessato tutto durante l'udienza dell'8 giugno. Il 9 luglio si è dichiarato colpevole di omicidio.

Le polemiche sulla sicurezza delle donne oltremanica

Il caso Sarah Everard ha scatenato enormi polemiche nel Regno Unito, a causa dell’insicurezza nella capitale - ma non solo - per le donne. Diverse manifestazioni si sono tenute durante i giorni successivi all'arresto. Sono tanti infatti i casi di femminicidio nel Paese: da inizio anno se ne sono consumati 77. Solo una settimana fa, in un altro parco della City si è verificato l'ennesimo caso. La vittima, un'insegnante 28enne, Sabina Nessa.

L'11 marzo, la ministra dell'Interno, Priti Patel, diceva che "ogni donna dovrebbe sentirsi sicura di camminare per le nostre strade senza paura di molestie o violenza", mentre il sindaco di Londra, Sadiq Khan, dichiarava che le strade della capitale non erano sicure per donne e ragazze.