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I cani della guerra. Centinaia di animali domestici abbandonati a Kabul

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Di Debora Gandini
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I cani della guerra. Centinaia di animali domestici abbandonati a Kabul
Diritti d'autore  AFP
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Li hanno ribattezzati i cani della guerra. Sono circa 130 gli animali domestici abbandonati all’aeroporto di Kabul, in Afghanistan, durante le evacuazioni degli stranieri.

C’è chi dice che fossero di proprietà delle compagnie private che operavano nel Paese o forse dell’esercito americano. Durante il mese di agosto nei giorni concitati delle partenze e della grande fuga dal Paese, questi contract working dogs, non sono stati fatti partire. O forse sono stati dimenticati deliberatamente.

Molti di questi animali si trovano ancora in Afghanistan dove i volontari di un rifugio locale non si danno per vinti e continuano a cercare soluzioni per evacuare gli animali.

Una foto apparsa sui social è diventata virale. Mostra una serie di gabbie per cani abbandonate allo scalo internazionale Hamid Karzai. Il Pentagono smentisce ogni notizia affermando di non aver abbandonato gli animali.

Ora questi cani, addestrati per fiutare esplosivi, sono stati tratti in salvo da alcuni volontari afghani, hanno trovato un nuovo rifugio. Diversi sono già stati prelevati da Azizi e dalla società che si occupa della sicurezza dell’aeroporto della capitale afgana. Vengono nutriti, curati e addestrati dai nuovi padroni. Una trentina di cani hanno trovato una nuova casa. Altri si aggirano ancora come randagi per le strade della capitale. Affamati e impauriti. Tra la rabbia delle varie organizzazioni animaliste.