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Kabul, caos davanti alle banche. Civili in coda per prelevare i risparmi

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Di Anelise Borges  & Debora Gandini
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Kabul, caos davanti alle banche. Civili in coda per prelevare i risparmi
Diritti d'autore  Khwaja Tawfiq Sediqi/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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In coda per ore e ore, per riuscire ad riprendersi i risparmi di una vita. Da giorni a Kabul migliaia di persone sono in fila davanti alle banche per cercare di prelevare contanti. Tutti in attesa di avere la possibilità di riuscire a prendere 20.000 afgani, circa 200 dollari. Questo è il tetto massimo che i talebani hanno imposto vista la carenza di valuta forte in questo paese.

“Molti di questi uomini hanno detto di avere una famiglia - racconta la nostra inviata a Kabul Anelise Borges. Alcuni hanno delle aziende e devono pagare gli stipendi dei loro dipendenti. Dicono che vengono qui da giorni e non riescono ad accedere a nessun fondo”.

"Sono venuto qui tre volte, per tre giorni, dalla mattina presto alle 5:00 fino alle 14. Ma per due giorni non sono riuscito a prendere i miei soldi”, spiega ai nostri microfoni un ragazzo afghano.

"La maggior parte delle persone non ha da mangiare perché i loro soldi sono qui nelle banche e le banche hanno bloccato il denaro. Non pagano i soldi della gente”, ci fa notare un altro afghano. “Ci sono famiglie, bambini, donne, ragazze negli ospedali che non hanno soldi per pagare le cure. Non sappiamo chi chiamare. Non c'è il governo in questo momento. I talebani hanno bloccato tutto ovunque. È situazione critica."

"La maggior parte delle persone non ha da mangiare perché i loro soldi sono nelle banche e le banche hanno bloccato il denaro. Non sappiamo chi chiamare. Non c'è il governo. I talebani hanno bloccato tutto ovunque."
Civile afghano

Intanto l’Afghanistan resta in attesa di sapere chi esattamente guiderà questo paese. “I talebani hanno promesso che faranno un annuncio con l'elenco di tutti i ministri della loro amministrazione, ma finora non c’è alcuna notizia riguardo al loro nuovo regime. Ci sono indiscrezioni circa dei disaccordi all'interno del gruppo che spiegherebbero questo ritardo”, racconta sempre la nostra inviata Anelise Borges.

“I talebani sanno che devono agire in fretta in modo da poter ottenere il riconoscimento e l'aiuto della comunità internazionale; molti paesi hanno fatto sapere che di aver aperto canali di comunicazione con i talebani mentre nella giornata di domenica a Kabul c’è stata un’importantissima riunione per i talebani.

Il Sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari, Martin Griffiths, è venuto nella capitale afghana per rafforzare l'impegno del Palazzo di Vetro nei confronti di questo paese e dei più vulnerabili, sottolineando che le Nazioni Unite continueranno a sostenere tutti gli afghani.”