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Sparatoria Questura: Riesame,Meran resta in carcere

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Di ANSA
Rigettata istanza difesa. 'Ricorreremo in Cassazione'
Rigettata istanza difesa. 'Ricorreremo in Cassazione'
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(ANSA) – TRIESTE, 17 AGO – Il Tribunale del Riesame di
Trieste, riunito oggi in camera di consiglio, ha rigettato
l’istanza d’appello presentata dai difensori di Alejandro
Augusto Stephan Meran, Alice e Paolo Bevilacqua, per la
sostituzione della custodia in carcere con il ricovero
provvisorio in Rems del cittadino dominicano accusato
dell’uccisione dei due agenti Matteo Demenego e Pierluigi Rotta
durante una sparatoria avvenuta il 4 ottobre 2019 in Questura a
Trieste. Lo scorso 5 maggio – ripercorre il Tribunale – nell’udienza
in cui si è concluso l’incidente probatorio per valutare la
capacità di intendere e volere di Meran, il Gip ha dichiarato
l’inammissibilità dell’istanza di sostituzione, rilevando “che
in materia di applicazione provvisoria di misure di sicurezza
vige il principio della domanda” e che solo il pm può avanzarla;
poi “ha notato che tra misure cautelari e di sicurezza vi sono
radicali differenze” e che perciò “non sarebbe tecnicamente
possibile sostituire una misura cautelare con una misura di
sicurezza; sempre occorrendo per quest’ultima una richiesta del
pm che nel caso di specie manca”. In quell’occasione è stato
ricordato che il collegio peritale “ha concluso per il vizio
parziale di mente” di Meran, “cosicché non si potrebbe
ipotizzare che all’esito del processo di merito il prevenuto
(ancorché pericoloso) venga prosciolto perché non imputabile”. Contro questa decisione i difensori si sono rivolti alla
Cassazione, la quale ha trasmesso gli atti al Tribunale del
Riesame di Trieste. Quest’ultimo oggi ha stabilito che il Gip
“abbia correttamente pronunciato l’inammissibilità dell’istanza
difensiva, per la dirimente ragione che l’istante non è
legittimato a chiedere l’applicazione di una misura di
sicurezza”. Il Tribunale non ha accolto neanche la richiesta
subordinata di legittimità costituzionale, avanzata “per la
lesione del principio di uguaglianza, non venendo riconosciuta
all’interessato la possibilità di tutelare il suo diritto alla
salute”. La questione secondo il Riesame “appare manifestamente
infondata”. (ANSA).

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