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Francia, così il il greenpass ha fatto fuggire i clienti verso i ristoranti belgi

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Di Sandrine Amiel
 un ristoratore scansiona un pass sanitario a Marsiglia, nel sud della Francia, lunedì 9 agosto 2021
un ristoratore scansiona un pass sanitario a Marsiglia, nel sud della Francia, lunedì 9 agosto 2021   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Non bastassero i normali grattacapi legati al greenpass, a preoccupare gli esercenti francesi nelle zone di confine ora c'è anche la fuga trans-frontaliera della clientela.

A Saint-Jans-Cappel, vicino al confine con il Belgio, la ristoratrice Bénédicte Duyck ha visto la sua clientela decimarsi dopo l'introduzione del lasciapassare sanitario: ai suoi clienti basta attraversare la strada per prendere posto in un ristorante belga, dove le nuove regole sui vaccini non sono in vigore.

Dopo l'introduzione della tessera sanitaria, lo scorso lunedì, il suo ristorante Le Chalet du Mont Noir è rimasto per la prima volta senza prenotazioni per il fine settimana successivo.

"Lo scorso fine settimana, il registro delle prenotazioni era pieno: posti esauriti sia per il sabato che la domenica. Ho avuto più di 300 persone durante il fine settimana e ne ho rifiutate quasi 200. Per questo fine settimana non ricevo chiamate, se non da giornalisti" ha detto la ristoratrice a Euronews.

Le Chalet du Mont-Noir
Una foto dello Chalet du Mont-Noir a Saint-Jans-Cappel, vicino al confine con il Belgio, in FranciaLe Chalet du Mont-Noir

Una pacchia per Didier Delval, il collega belga che dall'altra parte della strada, a Heuvelland (Belgio), gestisce il ristorante L'Horloge Inversée, e sta già accogliendo clienti francesi a seguito delle nuove misure.

"È ancora presto per tirare le somme" spiega. "Tuttavia, ieri abbiamo avuto molte più persone del solito e molti clienti ci hanno chiesto se il pass sanitario fosse obbligatorio anche in Belgio".

"A pranzo avevamo tavoli con colleghi delle stesse aziende che venivano tutti a mangiare insieme. In un gruppo di cinque, uno dei clienti non era vaccinato, quindi non avrebbe potuto mangiare in un ristorante francese".

Il problema, ha detto Delval a Euronews, è che la manodopera è addirittura insufficiente per soddisfare la crescente domanda dei clienti francesi.

"Siamo già sopraffatti e costretti ad assumere", ammette.

Duyck si rammarica che le autorità francesi non abbiano tenuto conto delle magagne che immancabilmente avrebbero incontrato i ristoratori nelle regioni di confine.

"Alla radio e in televisione - dice - vediamo ministri che mangiano nei ristoranti e si dicono felici di vedere che, anche col green pass, le cose procedono senza intoppi. Ma non sono venuti nelle regioni di confine per vedere la situazione dei ristoranti".

Difficoltà su difficoltà

Secondo la ristoratrice francese, il pass sanitario si aggiunge a una serie di ostacoli iniziati con la pandemia.

"Il mio ristorante ha aperto il 23 novembre 2019. Tra quella data e la fine del secondo blocco, sono rimasta chiusa per nove mesi, nove mesi su 18 mesi di esistenza", ha sospirato.

"Se non abbiamo più entrate, gli aiuti di Stato cesseranno ad agosto. Cosa farò dal 1 settembre? Non ho una risposta, ma penso che lo stato debba trovare altre soluzioni per incoraggiare le persone a ottenere il vaccino senza che noi, ristoranti, bar o club, siamo costretti a controllare i pass sanitari. Non è il nostro ruolo, non è il nostro lavoro"

Il pass sanitario - che serve a provare l'avvenuta vaccinazione, il risultato negativo di un test anti-covid nelle ultime 72 ore o la guarigione dal virus nei sei mesi precedenti - è stato introdotto in Francia il 21 luglio.

A quel punto, era richiesto solo da luoghi culturali e ricreativi con una capacità oltre le 50 persone. Ma da questa settimana è obbligatorio anche per accedere a bar, ristoranti, centri sanitari e utilizzare i mezzi pubblici a lunga percorrenza.

La misura ha suscitato proteste di massa in tutto il paese, ma il governo afferma che è necessaria per frenare una quarta ondata di infezioni da coronavirus alimentate dalla variante delta più contagiosa.

"Senza il pass sanitario, saremmo stati costretti a tornare di nuovo a un blocco completo", ha affermato il presidente Emmanuel Macron mentre affrontava le critiche all'inizio di questo mese.