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Israele-Libano, cessate il fuoco esteso di 45 giorni dopo negoziati a Washington

Un edificio distrutto da un attacco aereo israeliano nella periferia meridionale di Beirut, in Libano, giovedì 7 maggio 2026
Un edificio distrutto da un attacco aereo israeliano nella periferia meridionale di Beirut, in Libano, giovedì 7 maggio 2026 Diritti d'autore  AP Photo/Bilal Hussein
Diritti d'autore AP Photo/Bilal Hussein
Di Evelyn Ann-Marie Dom
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Emissari di Israele e Libano si sono incontrati a Washington tra giovedì e venerdì e hanno concordato di estendere di 45 giorni il cessate il fuoco che sarebbe terminato domenica. Nel sud del Libano però continuano i combattimenti tra l'esercito israeliano e Hezbollah

Il secondo giorno di colloqui diretti tra Libano e Israele a Washington, ha prodotto il risultato atteso, una proroga di 45 giorni del cessate il fuoco che sarebbe scaduto domenica.

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Lo ha annunciato il Dipartimento di Stato americano al termine di incontri che un funzionario aveva già definito "produttivi e positivi".

Gli Stati Uniti "riconvocheranno i negoziati politici il 2 e il 3 giugno", ha detto il portavoce del Dipartimento di Stato Tommy Pigott aggiungendo che "un percorso sulla sicurezza sarà avviato al Pentagono il 29 maggio con delegazioni militari di entrambi i Paesi".

Pigott ha auspicato che "queste discussioni promuovano una pace duratura tra i due Paesi, il pieno riconoscimento della sovranità e dell'integrità territoriale reciproca e l'istituzione di una sicurezza autentica lungo il loro confine condiviso".

Hezbollah non partecipa ai colloqui tra Libano e Israele

Nell'agenda dei colloqui figurano due contenziosi: il ritiro delle forze israeliane dal sud del Libano e il disarmo dei miliziani di Hezbollah. Questi ultimi non hanno preso parte ai negoziati, e anzi si sono opposti fermamente alla trattativa diretta tra il governo di Beirut e quello di Netanyahu.

Anche il precedente round di colloqui tra Israele e Libano si era tenuto a Washington, con la mediazione del segretario di Stato americano Marco Rubio. Quest'ultimo non ha potuto partecipare invece in questa occasione, poiché impegnato nella visita in Cina al fianco del presidente Donald Trump.

Il negoziato sembra aver portato significativi passi avanti rispetto ad aprile. Tuttavia, le due parti hanno ancora molto lavoro da fare. In precedenza Trump aveva chiesto un incontro tra il presidente libanese Joseph Aoun e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ma il primo ha rifiutato di parlare direttamente con il leader della nazione ebraica in questa fase.

Secondo un funzionario libanese che ha parlato a condizione di mantenere l'anonimato, il capo di Stato di Beirut ha di recente spiegato a Trump che se si fosse recato a Washington e avesse stretto la mano a Netanyahu, e i colloqui fossero poi falliti, ciò avrebbe avuto non solo ripercussioni interne al Libano, ma avrebbe anche screditato lo stesso Trump.

Aoun ha però accennato al fatto che se le due parti fossero riuscite a raggiungere un accordo sulla sicurezza, il leader libanese si sarebbe recato alla Casa Bianca per "inaugurarlo". Un compromesso approvato da Trump, ha aggiunto il funzionario.

Un veicolo in fiamme dopo che un attacco aereo israeliano a Barja, a sud di Beirut, in Libano, il 13 maggio 2026
Un veicolo in fiamme dopo che un attacco aereo israeliano a Barja, a sud di Beirut, in Libano, il 13 maggio 2026 AP Photo/Mustafa Jamalddine

I combattimenti continuano nonostante il cessate il fuoco

Nonostante il cessate il fuoco, però, i combattimenti proseguono tra Israele e Hezbollah. Mercoledì, l'esercito della nazione ebraica ha colpito sette veicoli in Libano, tre dei quali si trovavano sull'autostrada principale a sud di Beirut. L'attacco ha ucciso dodici persone, tra cui una donna e due bambini, secondo quanto indicato dal ministero della Salute libanese.

Altre dieci persone, tra cui sei bambini, sono state uccise in una serie di raid israeliani nel Libano meridionale, ha aggiunto lo stesso ministero. Nel frattempo, Hezbollah continua a colpire contro le forze israeliane: poche ore dopo l'apertura dei colloqui, giovedì, un drone è esploso vicino al confine a Rosh Hanikra, ferendo tre persone, secondo l'esercito di Tel Aviv.

Il nuovo conflitto tra i miliziani libanesi e Israele è iniziato il 2 marzo, a seguito dell'attacco contro l'Iran deciso da Netanyahu e Trump, che ha portato all'assassinio della Guida suprema della Repubblica Islamica, Ali Khamanei. In risposta, Hezbollah ha ripreso a lanciare razzi contro Israele, che ha risposto con attacchi aerei, anche sulla capitale libanese Beirut.

Da allora, secondo il ministero della Salute, in Libano sono state uccise 2.896 persone e 8.824 sono rimaste ferite. Da parte israeliana sono stati uccisi 18 soldati e due civili.

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