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Cuba, scoppia la protesta contro la carenza di cibo

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Di Euronews
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Cuba, scoppia la protesta contro la carenza di cibo
Diritti d'autore  Yamil Lage / AFP
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Una protesta inedita perché va in scena a Cuba, che ha perso i Castro e la briglia con cui il regime teneva i cubani: in migliaia hanno sfilato al Malecon dell'Avana e in altri centri dell'isola per protestare contro la carenza di cibo e l'aumento dei prezzi.

È stata una delle più grandi manifestazioni antigovernative che Cuba ricordi, alimentata anche dalla crisi Covid che ha acuito i problemi di sussistenza di molti cittadini.

Si alzano i toni: "Abbasso la dittatura, abbasso i Castro, abbasso i cani comunisti", urla Pedro del Cueto, manifestante dissidente.

Stufi delle code, dei beni di prima necessità contingentati, dell'erosione del potere d'acquisto delle già basse retribuzioni, i cubani sono scesi in piazza e hanno interrotto il traffico.

La Polizia ha costantemente monitorato il corteo ed è intervenuta per disperdere i manifestanti quando sono volate pietre all'indirizzo degli agenti.

Cuba, il presidente aizza lo scontro civile

A Cuba si scontrano due visioni del mondo: i sostenitori della rivoluzione, chiamati a raccolta dal presidente cubano Miguel Díaz-Canel, sono scesi in piazza, a migliaia, per opporsi alle manifestazioni antigovernative, straripate all'Avana, Santiago e San Antonio de los Baños, tra le altre città di Cuba.

Un sisma, quello cubano, che arriva a castrismo oramai defunto. Movimenti tellurici provocati dalla crisi economica, alimentata dalle difficoltà portate dal Covid.
Díaz-Canel non nega le difficoltà, ma delle code ai negozi per accedere a beni di prima sussistenza contingentati e dei tagli alla corrente ha incolpato gli Stati Uniti per l'embargo economico.

"Chiediamo a tutti i rivoluzionari del Paese, a tutti i comunisti, di uscire nelle strade dove si verificano queste provocazioni, da adesso e nei prossimi giorni, e di affrontarle in modo deciso, fermo e coraggioso", ha detto il presidente cubano.

Gli Stati Uniti si sono detti "molto preoccupati" per le chiamate all'azione, lanciate da Díaz-Canel contro le proteste e per promuovere lo scontro tra civili.

Anche organizzazioni internazionali come Amnesty International e Freedom House hanno invitato il governo a "rispettare il diritto di riunione pacifica".