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Cina - leader europei: una relazione complicata dalle violazioni dei diritti umani

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Di Stefania De Michele
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Cina - leader europei: una relazione complicata dalle violazioni dei diritti umani
Diritti d'autore  Sebastien Nogier/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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È una Triplice che fa le prove di dialogo in videoconferenza, come impongono le misure anti Covid. Berlino, Parigi, Pechino parlano di multilateralismo e i lati, che nel caso specifico sono tre, cercano il punto di tangenza su crisi climatica, biodiversità ed emergenza pandemica.
A tal proposito, "per mantenere il sistema internazionale con l'Onu al centro e le norme fondamentali delle relazioni internazionali basate sulla Carta delle Nazioni Unite, gli affari internazionali richiedono calma e consultazione", ha detto il presidente cinese Xi Jinping, nel resoconto dei media ufficiali di Pechino.

Secondo l'agenzia di stampa statale Nuova Cina, Xi Jinping ha chiesto una relazione stabile ed equilibrata tra i grandi Paesi.
"Ciò che la Cina vuole di più - ha detto - è sviluppare se stessa piuttosto che prendere il posto degli altri".

I due leader europei. Angela Merkel e Emmanuel Macron, hanno dal canto loro "ricordato le aspettative sull'accesso al mercato cinese" per le imprese europee con "condizioni di concorrenza eque".

Hanno anche auspicato che i collegamenti aerei siano ristabiliti. Per la Francia, i voli da e per la Cina sono passati da più di 100 settimanali prima della crisi Covid-19, ai 6 attuali.

La richiesta 'a margine'? "Impegnarsi a combattere il lavoro forzato in Cina".
Sullo sfondo l'accordo sugli investimenti tra Unione europea e Cina (Cai) che, aveva spiegato qualche mese fa il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, “dimostra la nostra disponibilità a creare parità di condizioni, non da ultimo per le società dell’Unione europea in Cina”. Ma, in relazione alle violazioni dei diritti umani, "lavoreremo a stretto contatto con i partner like-minded, compresi gli Stati Uniti, su questioni di interessecome il lavoro forzato”.