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Francia al secondo turno per le Regionali con l'incubo dell'astensione

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Di redazione italiana
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Regionali in Francia
Regionali in Francia   -   Diritti d'autore  AP Photo
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La Francia al voto per il secondo turno delle elezioni amministrative, dopo un primo turno lo scorso 20 giugno che ha registrato una batosta per il partito di governo del presidente Emmanuel Macron, delusione per l'estrema destra di Marine Le Pen e un'affluenza molto bassa.

Alcuni osservatori in base all'esito del primo turno, si sono spinti fino a modificare i pronostici delle presidenziali dell'anno prossimo che per tutti sembravano già risolversi nel ballottaggio tra Macron e Le Pen.

I risultati del primo turno hanno segnato una spinta per i conservatori Les républicains e per il Partito socialista, che maggiormente ha risentito dell'ingresso in politica della Republique en marche di Macron.

Gli analisti mettono in guardia: le Regionali restano regionali e sul piano nazionale, molto può cambiare. I francesi scelgono i presidenti di 13 Regioni: dalla Bretagna alla regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra (PACA) nel sud-est.

Resta la variante affluenza. Che è stata da record per la Francia di oggi.

"Quello che stiamo vedendo è il culmine di una disconnessione tra elettori e classe politica", ha affermato Jessica Sainty, docente di politica all'Università di Avignone, riconoscendo che anche la crisi di Covid-19 ha avuto un ruolo nell'alto tasso di astensione.

La bassa affluenza ha suscitato un dibattito su come stimolare la partecipazione: il portavoce del governo Gabriel Attal ha suggerito il voto elettronico per il futuro.

Secondo un sondaggio pubblicato giovedì, solo il 36% degli elettori prevede di votare domenica.

"La Francia è imbronciata", ha scritto il quotidiano Le Parisien.