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G7, la protesta gli ambientalisti di Extinction Rebellion contro l'economia fossile

Di Euronews
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Extinction Rebellion, proteste in Cornovaglia
Extinction Rebellion, proteste in Cornovaglia   -   Diritti d'autore  OLI SCARFF/AFP or licensors
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La Cornovaglia, che ospita il G7, è un set perfetto per la protesta degli attivisti ambientali di Extinction Rebellion.

Le strade di Falmouth sono diventate la scena di una pièce in cui i militanti, armati di spazzoloni, hanno pulito le vetrate delle banche. Che sono sporche per gli affari che fanno, dicono gli ambientalisti: secondo un report (Fossil Fuel Financing report), pubblicato da una rete di ONG, nei 5 anni dall’adozione dell’accordo di Parigi, le più grandi 60 banche del mondo hanno finanziato con oltre 3,8 trilioni di dollari l’industria dei combustibili fossili.
Una pioggia di denaro sempre più intensa, in piena contrapposizione rispetto all’obiettivo dichiarato dell’Accordo di ridurre rapidamente le emissioni di carbonio con l’obiettivo di limitare l’aumento della temperatura globale a 1,5° Celsius».

Nel tweet: "Piantare alberi non ci salverà. Bisogna smettere di bruciare combustibili fossili".

"Credo sia necessario inserire l'emergenza clima e biodiversità in ogni aspetto della politica - dice Amy Bray, 18 anni, attivista dell'associazione di conservazione Another Way - non si tratta solo di soluzioni tecnologiche: bisogna cambiare il modo in cui consumiamo per vivere in armonia con la natura e il nostro pianeta, invece di limitarci solo a prendere ".

Stephanie Laslett, militante di Extinction Rebellion Bath, aggiunge: "Vogliamo fare pressione sui leader del G7 per accelerare le loro risposte alla crisi climatica. Questi Paesi presenti al G7 sono responsabili dell'85% delle emissioni in eccesso nell'atmosfera. Stiamo affogando nelle loro promesse e il sud del mondo ne sta già pagando le conseguenze".