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Tutto pronto (quasi) per il G7 in Cornovaglia

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Tutto pronto (quasi) per il G7 in Cornovaglia
Diritti d'autore  Justin Tang/AP
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SI procede con i ritocchi finali in Cornovaglia, Regno Unito, dove venerdì inizia il G7 che si terrà fino al 13 giugno. È imponente il dispiegamento di forze dell'ordine in quest'angolo pittoresco dell'Inghilterra.

I grandi della terra, sarà presente anche Mario Draghi, discuteranno di grandi problemi, tra cui clima e la pandemia, che ha avuto ripercussioni pesanti nella regione. Come ha spiegato a Euronews Monique Collins dell'Ong New Key: "Alcuni sono finiti a dormire in auto, altri in tende, altri ancora sono stati sistemati fuori dalla Cornovaglia e queste sono persone che sono nate e cresciute qui a Newquay, dove siamo noi, e ora sono state messe in camere d'albergo a Plymouth e Oakhampton a molti chilometri di distanza,è un'indecenza."

Le promesse verranno mantenute?

Saranno in grado di mantener fede agli impegni che verranno presi? La credibilità degli impegni che prevedibilmente ne usciranno, per l'economista Alberto Clò poggia, da un lato, sul rispetto di quelli assunti in passato, in modo particolare nell’Accordo di Parigi del 2015 e, dall’altro, sulle decisioni adottate in risposta alla crisi sanitaria e a quella economica che ne è seguita.

"L’interrogativo dirimente è quanto sia solida la credibilità dei G7 nel dar seguito agli impegni che assumeranno in Cornovaglia. A mio avviso molto ma molto scarsa. Le cose dopo Parigi sono infatti peggiorate sul piano delle emissioni (a parte la caduta temporanea del 2020) anche perché gli obiettivi fissati erano troppo ambiziosi e troppo ravvicinati, richiedendosi invece lunghissimi tempi per sortire un qualche risultato".

"Il dopo-COVID non ha modificato il corso delle cose nei paesi G7 che contribuiscono per circa un quarto alle emissioni globali. Se ben disegnate, le politiche avrebbero potuto favorire la riduzione delle traiettorie emissive che hanno ripreso invece a crescere tornando ai precedenti livelli".

Biden e la rottura con il passato

E in questa occasione ci sarà anche l’esordio europeo del nuovo presidente americano, Joe Biden, la prima occasione internazionale per ricucire un rapporto messo in crisi dal suo predecessore.

Lo scorso anno il vertice era stato solo virtuale: a causa della pandemia, i leader delle sette democrazie più industrializzate della terra, fra cui l’Italia, si videro soltanto in collegamento online.