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Tensione diplomatica tra Italia ed Emirati. Il giallo della chiusura dello spazio aereo

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Truppe in Afghanistan
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Potrebbe diventare un caso diplomatico quanto accaduto ad Herat in Afghanistan durante la cerimonia dell’ammaina-bandiera da parte dell’Italia che ha terminato simbolicamente la sua missione nel Paese dopo oltre 20 anni.

La Farnesina ha espresso un forte disappunto per il divieto da parte degli Emirati Arabi Uniti di sorvolo al Boeing 767 dell'Aeronautica militare che trasportava un gruppo di una quarantina di giornalisti italiani diretti alla base di Camp Arena.

Il ministro degli Esteri, Luigi di Maio,ha convocato l'ambasciatore degli Emirati, Omar Al Shamsi, per avere spiegazioni su un gesto definito inatteso da Roma. Il volo è rimasto bloccato per oltre due ore a Dammam, in Arabia Saudita, prima di poter ripartire per Herat ma seguendo una nuova rotta, più a Nord. Nei piani iniziali sembrava che il passaggio nello spazio aereo fosse stato autorizzato.

I rapporti diplomatici con gli Emirati sono diventati tesi dopo la decisione del Governo italiano sull'embargo della vendita di armi a quel Paese in conseguenza della sua partecipazione ai bombardamenti dello Yemen.

Un ammaina-bandiera simbolico

La smobilitazione della base è iniziata il primo maggio e vedrà liberato il luogo definitivamente tra qualche settimana. "Sono 53 le lacrime che non dimenticheremo", ha detto il capo di Stato maggiore della Difesa, Enzo Vecciarelli, riferendosi ai militari italiani caduti. "Il vostro e il loro sacrificio ha dato risultati a livello internazionale".

Il Ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha dichiarato: "Non vogliamo che l'Afghanistan torni ad essere un luogo sicuro per i terroristi. Vogliamo continuare a rafforzare questo Paese dando anche continuità all'addestramento delle forze di sicurezza afghane per non disperdere i risultati ottenuti in questi 20 anni". "Negherei dicendo che il quadro del Paese si svilupperà in modo tranquillo e sereno - ha aggiunto - accompagneremo le attività in campo economico e civile".

Le operazioni di rimpatrio dei militari italiani e dei mezzi si dovrebbero concluderanno a breve, in sintonia con l'accelerazione impressa dagli Stati Uniti che intendono lasciare il Paese entro metà luglio.