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Perù: un Paese spaccato in due. Castillo in leggero vantaggio sulla Fujimori

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Di Debora Gandini
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Perù: un Paese spaccato in due. Castillo in leggero vantaggio sulla Fujimori
Diritti d'autore  Martin Mejia/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Un Paese spaccato in due. In Perù il risultato ufficiale del ballottaggio delle elezioni presidenziali manca ancora. Dopo un serratissimo testa a testa tra i due candidati ora Pedro Castillo è in leggero vantaggio su Keiko Fujimori, che da parte sua denuncia "indizi di frodi”.

Secondo l'Ufficio nazionale dei processi elettorali (Onpe), il voto di questa domenica premia Castillo. Il leader del partito di sinistra Perù Libre, davanti ai suoi sostenitori, già pronti per la festa, dichiara che rispetterà la volontà del popolo peruviano, Lui stesso sarà il primo a farlo.

Di fatto per la missione dell'Organizzazione degli Stati americani (Osa) il conteggio delle schede è avvenuto nel rispetto delle procedure ufficiali nonostante le accuse avanzate dalla candidata della destra sociale Fujimori. Una manciata di voti divide i due sfidanti, tra le prime contestazioni generali e la richiesta di un riconteggio. "Si sono verificate una serie di irregolarità che ci preoccupano, ha sottolineato la figlia dell’ex Presidente. Credo sia importante evidenziare quanto accaduto e invitare i cittadini ad aiutarci a scoprire se ci sono altri brogli.”

Il liberismo della Fujimori

La Fujimori è stata in carcere nell'ambito di un'indagine per corruzione, poi rilasciata. Il padre che ha governato tra 1990 e 2000 sconta una condanna a 25 anni per corruzione e omicidio di 25 persone. In caso di vittoria, la candidata ha promesso di scarcerarlo.

Il programma presentato dalla Fujimori punta su annunci populisti. Ha promesso un bonus di 2500 dollari per coloro che hanno patito la perdita di un congiunto familiare a causa del Covid. Salute, lavoro e maggior benessere. I tre temi chiave.

La sinistra di Castillo

Castillo ha lavorato come insegnante in zone rurali, nel terzo distretto più povero del Paese. . Figlio di contadini, è entrato in politica guidando uno sciopero di insegnanti. Anche se la sua posizione sulla nazionalizzazione di settori chiave dell'economia è stata rivista, resta impegnato a riscrivere la Costituzione redatta sotto il governo di Alberto Fujimori. Tra i suoi sostenitori ci sono gli ex presidenti boliviano Evo Morales e uruguayano Jose Mujica.

Su questo voto pesa una situazione segnata dalla lunga crisi economica e ora dall’emergenza Covid che ha provocato un numero altissimo di vittime rispetto a qualsiasi altro Paese latinoamericano.