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Mottarone: le indagini e i veleni al palazzo di giustizia

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Di redazione italiana con Ansa
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I vigili del fuoco all'opera
I vigili del fuoco all'opera   -   Diritti d'autore  Luca Bruno/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Calma apparente e veleni in procura

È solo apparente la calma che regna sul Mottarone, le acque chete del lago Maggiore scuotono al momento i palazzi di giustizia di Verbania.

Con un provvedimento definito dalle difese "anomalo" e senza precedenti, il presidente del Tribunale di Verbania Luigi Maria Montefusco, ha riassegnato il procedimento alla "titolare per tabella del ruolo" ossia al giudice Elena Ceriotti esonerando Donatella Banci Buonamici, il gip che ha scarcerato i tre indagati fermati meno di tre giorni dopo la tragedia.

Una questione di "equa e coerente distribuzione del lavoro", la definisce il presidente Montefuschi. In realtà il provvedimento ha suscitato un ampio dibattito dentro e fuori il palazzo di giustizia.

Il rischio che si corre è quello di allungare i tempi della decisione sull'incidente probatorio chiesto dalla difesa di Gabriele Tadini, il caposervizio dell'impianto ora ai domiciliari.Richiesta contro cui si schiera la Procura per preservare le indagini che altrimenti potrebbero essere pregiudicate "in modo irreversibile" e per evitare di fare iscrizioni nel registro degli indagati a 'pioggia' e non 'mirate'.

Singolare cambio in corso d'opera

"E' un provvedimento anomalo. Non è mai capitato che durante una partita venga cambiato l'arbitro nonostante tutti riconoscano abbia operato bene", commenta l'avvocato Pasquale Pantano, legale di Nerini. Fermato con il caposervizio Tadini, dopo tre giorni è stato scarcerato insieme a Perocchio, direttore d'esercizio della funivia, il cui difensore, l'avvocato Marcello Perillo, ha chiesto l'incidente probatorio.

"Un provvedimento del genere non si è mai visto - sottolinea il legale - È la prima volta che, non per un valido impedimento ma per un problema tabellare, sia sostituito un giudice di un procedimento in corso".

Parla di decisione "singolare" anche Alberto De Sanctis, presidente della Camera penale del Piemonte occidentale. "Mai viene riassegnato ad altro Gip un fascicolo in fase di indagini, salvo in casi di impossibilità a svolgere le funzioni - osserva - Ed è doppiamente singolare che accada in un piccolo Tribunale in cui il vero problema dovrebbe essere quello di evitare l'incompatibilità tra gip e gup. Non 'bruci' due gip perché avresti problemi a trovarne il terzo per celebrare l'udienza preliminare. È ancora più incredibile che questo avvenga d'urgenza così di fatto da impedire al gip originario di decidere su una richiesta di incidente probatorio formulata dalla difesa". "Spero - è la conclusione di De Sanctis - che qualcuno all'interno della magistratura e dell'Anm se ne accorga così da tutelare l'indipendenza e la terzietà del Giudice. Queste inspiegabili decisioni rischiano di minare la credibilità della magistratura così come percepita dai cittadini e proprio non ne avevamo bisogno in questo momento storico".

E intanto oggi, martedì 8 giugno, contro l'ordinanza con cui il gip Donatella Banci aveva scarcerato Luigi Nerini, titolare della Ferrovia, e Enrico Perocchio, il direttore di esercizio, è arrivato in tribunale a Torino, la richiesta d'appello della procura di Verbania.

Spostare la cabina dal Mottarone

E intanto dopo il sopralluogo di lunedì dei consulenti della procura, prevale l'ipotesi di spostare la cabina come un pezzo unico con un elicottero, per preservarne l'integrità ma anche per un discorso di accertamenti investigativi.

Se non sarà possibile si potrebbe procedere al taglio in due prima di spostarla", ha spiegato il capitano Luca Geminale, comandante della Compagnia dei carabinieri di Verbania.

Una operazione "in diverse fasi - aggiunge l'ufficiale dell'Arma - per le quali sarà stilato un programma da parte dei vigili del fuoco, che sarà sottoposto alla procura".