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Intreccio 007 e politica: le dimissioni del presidente del Copasir

Di Euronews
Montecitorio
Montecitorio   -   Diritti d'autore  VINCENZO PINTO/AFP
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Tutto ruota attorno alla poltrona Copasir, il comitato che deve verificare il rispetto costituzionale da parte dei servizi segreti. E l'intreccio tra 007 e politica è sempre un nodo delicato.
A poco più di tre mesi dal giuramento del governo Draghi, il comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (Copasir) è dunque senza presidente. Il senatore leghista Raffaele Volpi si è dimesso insieme all'altro esponente della Lega, Paolo Arrigoni.

Una mossa, quella delle dimissioni di Volpi, che nessuno si aspettava più, sollecitata a più riprese da Fratelli d'Italia a cui - secondo legge e prassi - spetterebbe la presidenza dell'organo bicamerale, in qualità di unica forza parlamentare di opposizione. Ora, l'unico canddidato di Giorgia Meloni è Adolfo Urso, che - inviso a Salvini e ad altri membri del Comitato - potrebbe non poter contare dei 6 voti su 10 necessari alla sua nomina.

Cosa racconta l'impasse al Copasir? Intanto, fotografa la guerra carsica in seno al centrodestra con Fratelli d'Italia che raccoglie i frutti dell'opposizione in solitario al governo Draghi in molte sedi nazionali e regionali a detrimento della Lega. Sul partito di Salvini anche l'ombra di voler mettere il cappello sulla poltrona, considerata fondamentale, se si tiene anche in considerazione l’inchiesta aperta su una serie di presunti rapporti politici e finanziari con Mosca.

L'importanza del Copasir è sintetizzabile in una delle sue funzioni: può acquisire documenti e informazioni sia dal Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica o altri organi della Pubblica Amministrazione, sia dell'Autorità giudiziaria o altri organi inquirenti in deroga al segreto istruttorio.

In questo momento, le dimissioni di Volpi non danno risposte e, anzi, rinnovano l'impasse all'indomani del via libera all'avvio di un'inchiesta interna sul caso dell'incontro tra l'ex premier Matteo Renzi e l'alto dirigente dei servizi segreti, Marco Mancini, in un Autogrill di Fiano Romano, tra Firenze e Roma.