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A Porto primo vertice europeo in presenza. Sul tavolo ripresa economica e vaccini

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A Porto primo vertice europeo in presenza. Sul tavolo ripresa economica e vaccini
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"La firma degli impegni sociali di Porto è un momento molto commovente. E sono contenta che i leader abbiano approvato obiettivi a livello della Ue per un rafforzamento dei diritti sociali". Così la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su Twitter. "Attraverso gli impegni presi a Porto e attraverso NextGenerationEU ,daremo alle persone, giovani e meno giovani, una rinnovata fiducia nel nostro futuro", aggiunge von der Leyen.

I leader Ue, nel summit sociale di Porto, si impegnano a "mantenere le misure d'emergenza finché è necessario, promuovendo un approccio per facilitare la creazione di posti di lavoro", e chiedono che il Consiglio europeo approvi gli obiettivi dell'agenda sociale entro il 2030, tra cui il 78% di occupazione, il 60% di lavoratori adulti impegnati in una formazione annuale. Ma i leader, nella dichiarazione conclusiva, precisano che tutto dovrà essere fatto "rispettando il principio di sussidiarietà (quindi le competenze a livello dei singoli Stati) e limitando il peso amministrativo sulle Pmi".

Nelle scorse ore ricordavamo anche che:

I leader dell'Ue sono tornati a riunirsi in presenza. L’occasione il social-summit a Porto, in Portogallo, in occasione del 'social summit' e del Consiglio informale europeo convocato dal primo ministro portoghese Costa.

Tra i temi centrali l'inclusione sociale, la lotta alla Covid-19 e la questione dei vaccini. E proprio quest’ultimo punto vede posizioni contrastanti. La cancelliera tedesca Angela Merkel, collegata via video, non sembra condividere la proposta del presidente americano Joe Biden di sospendere brevetti per aumentare la produzione di dosi del farmaco anti-Covid a favore dei Paesi poveri. Proposta invece supportata invece dal primo ministro italiano Mario Draghi, dal presidente francese Emmanul Macron e dalla stessa Ue.

Lavoro, ripresa economica e vaccini

I leader devono confrontarsi anche gli scenari post pandemia. A partire dalla crisi economica che ha investito i paesi. Dal 2014 e il 2019 sono stati creati oltre 14,5 milioni di posti di lavoro ma l’emergenza sanitaria ha pesato su molti settori arrestando la crescita, penalizzando soprattutto i soggetti più vulnerabili, le donne e i giovani. Ecco perché saranno fondamentali livelli di investimento adeguati.

A Porto l'Europa cerca comunque di ripartire anche grazie Recovery Fund. Con una discussione incentrata sulle politiche necessarie per creare una ripresa del mercato del lavoro sostenibile e inclusiva che consenta all'Europa di raggiungere l'obiettivo entro il 2030.