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Romania: bruciare i cavi per fare due soldi e sfamare i figli. La storia degli abitanti di Vidra

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Di redazione italiana
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Romania: bruciare i cavi per fare due soldi e sfamare i figli. La storia degli abitanti di Vidra
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Per molte famiglie che vivono nel paesino di Vidra, a meno di dieci chilometri dalla capitale della Romania Bucarest, la vita è tutt'altro che facile.

Per molti anni, forse anche decenni, le comunità rom di Vidra sono state ignorate dalle autorità.

Come molte persone che vivono a Vidra, Mihai Bratu, 34 anni, riesce a malapena a sbarcare il lunario con questa pratica: bruciare cavi di pc elettrici -vende poi il metallo che riesce a recuperare.

Tutti i tipi di rifiuti, ma soprattutto il metallo, costituiscono un'ancora di salvezza per la sopravvivenza di lui e dei suoi figli.

La strada principale che attraversa Vidra è fiancheggiata da decine di grandi ville costruite a metà ed è attraversata da Suv dallo smalto lucido.

Ma accanto a ciò ci sono baraccopoli dove vive Bratu e i suoi figli piccoli, immondezzaio da bassofondo senza servizi igienici o acqua corrente, un buco nero sociale, tagliato fuori dal mondo moderno.

Bratu dice che deve bruciare la spazzatura per sopravvivere.

"Siamo persone povere. Cerchiamo di guadagnarci da vivere così recuperando tutto ciò che possiamo trovare, metalli, vetro - facciamo qualunque cosa per far crescere i nostri figli".

Octavian Berceanu, il nuovo capo dell'agenzia di protezione ambientale rumena, sta cercando di affrontare le ricadute dei roghi illegali che spingono con l'aiuto delle correnti particelle di fumo su Bucarest, abbassando la qualità dell'aria della capitale.

Dietro il commercio illegale di metalli, dice ci sono strutture mafiose che si arricchiscono grazie alle attività di "schiavi moderni" come i poveri abitanti di villaggi come Vidra.

Durante una recente retata a Vidra, accompagnato da quattro agenti di polizia, Berceanu ha espresso simpatia per i residenti locali, dicendo che l'area necessitava di investimenti sostanziali per migliorare la vita.

Ma è spinta dalla povertà tra le braccia delle bande mafiose locali e senza trovare nessun altra sponda.

All'inizio di questo mese le autorità hanno sequestrato un furgone carico di 5 tonnellate di rame del valore di 40.000 euro.

Molti puntano il dito contro l'amministrazione locale, che respingono al mittente le accuse.

"Non si può avere tutto sotto controllo senza alcun tipo di supporto dall'alto", dice Constantin Ograzanu, un funzionario dell'amministrazione locale. Noi, come comunità locale, non abbiamo i mezzi per occuparcene".