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Processo per l'uccisione di George Flyod, si avvicina la sentenza

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Processo per l'uccisione di George Flyod, si avvicina la sentenza
Diritti d'autore  AP/AP
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Mentre negli Stati Uniti continuano gli episodi di violenza razziale da parte della polizia, a Minneapolis si avvicina la conclusione del processo per l'uccisione di George Floyd, per la quale è imputato l'agente Derek Chauvin. Per l'accusa è stato lui a causare la morte dell'afroamericano, soffocandolo con la pressione del ginocchio sul collo.

Dopo una giornata dedicata interamente alle arringhe finali, tocca alla giuria. Il collegio, composto da sei bianchi e sei non-bianchi, ha iniziato la discussione. A loro il procuratore Jerry Blackwell ha chiesto di decidere se ci sia stato un uso eccessivo della forza e quale sia la concatenazione delle cause e degli effetti: "Anche un bambino avrebbe capito il rischio, e infatti una bambina di nove anni ha detto agli agenti di lasciare stare l'uomo fermato. Bastava usare il buon senso".

La difesa di Chauvin ha parlato delle prove dell'accusa definendole insufficienti a imporsi oltre ogni ragionevole dubbio. Secondo Eric Nelson, difensore del poliziotto, "lo Stato non è riuscito a provare le accuse in modo incontrovertibile", quindi l'imputato dovrebbe venir e giudicato non colpevole di tutti i capi d'accusa a suo carico.

Chauvin è accusato di omicidio di secondo grado, omicidio di terzo grado e omicidio colposo di secondo grado. L'accusa più grave comporta pene fino a 40 anni di carcere.

In attesa della sentenza e nel timore di possibili ripercussioni di eventuali proteste sull'ordine pubblico, a Minneapolis è stata intensificata la presenza di pattuglie della Guardia Nazionale, e il presidente Biden ha fatto appello alla calma.