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Con la sospensione dei vaccini, la campagna europea rischia di slittare a fine anno

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Di Luke Hurst
somministrazione del vaccino AstraZeneca in Germania
somministrazione del vaccino AstraZeneca in Germania   -   Diritti d'autore  Jens Kalaene/(c) dpa-Zentralbild
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L'UE potrebbe mancare il suo obiettivo di vaccinare il 70% degli adulti contro il COVID-19 entro l'estate, secondo le ultime proiezioni, a causa delle sospensioni dei vaccini e dei conseguenti cambiamenti di tabella di marcia all'interno degli stati membri.

Un certo numero di paesi ha già interrotto l'uso del vaccino di AstraZeneca, su cui l'Europa aveva fatto massiccio affidamento per raggiungere i suoi obiettivi, dopo che l'Agenzia europea del farmaco (EMA) ha annunciato un "possibile legame" tra il vaccino e una rara forma di coagulo sanguigno.

Johnson & Johnson ha poi ritardato il lancio del suo vaccino in Europa, di nuovo in seguito a rapporti su coaguli di sangue negli Stati Uniti, che sono oggetto di indagine.

Probabile slittamento

Secondo la società di analisi scientifica Airfinity, senza questi due vaccini, l'Unione potrebbe finire per trovarsi costretta a far slittare all'8 dicembre il punto d'arrivo della campagna vaccinale.

"La campagna europea è largamente dipendente da Johnson & Johnson - spiega Matt Linley, analista senior di Airfinity - c'erano 200 milioni di dosi già ordinate, e si tratta di un n vaccino a inoculazione singola".

"Se non si dovesse usare il Johnson & Johnson, questo potrebbe risolversi in un ritardo che protrarrebbe la campagna perlomeno fino alla fine dell'anno".

Airfinity utilizza centinaia di fonti tra cui siti web governativi, rapporti dei media e comunicati stampa per raccogliere dati, prima che gli analisti facciano delle proiezioni.

Linley ha detto a Euronews che lo scenario "migliore" per l'Unione Europea resta quello di riuscire a vaccinare il 70% degli adulti entro l'estate, utilizzando dunque le dosi di AstraZeneca già a disposizione, e quelle già ordinate di Johnson & Johnson.

"Non ci sono grandi probabilità che quella data venga anticipare, mentre diviene sempre più probabile un ritardo", ha sottolineato.

Stop temporaneo?

Il vaccino Johnson & Johnson è stato approvato dall'EMA, ma non è ancora distribuito, con l'agenzia che ora ne sta esaminando la sicurezza. Ciò fa seguito alle molteplici sospensioni del vaccino AstraZeneca negli stati dell'Unione, così come ai ritardi nel suo lancio per via dei cambi della fascia demografia delle persone a cui dovrebbe essere somministrato.

Secondo Airfinity, sarebbero quasi 20 milioni le dosi di vaccino già distribuite nell'UE ma non ancora utilizzate: un dato in forte aumento rispetto agli appena 7 milioni di fine marzo.

Sempre più numerosi sono i casi di persone che non si sono presentate ai loro appuntamenti per ricevere il vaccino di AstraZeneca, come a Madrid, dove all'inizio di questo mese il vice capo della sanità Antonio Zapatero ha detto che solo un terzo dei pazienti si è presentato per l'inoculazione prevista.

Mentre c'è "sicuramente una certa esitazione verso AstraZeneca" secondo Linley, gli slittamenti nella fascia demografica dei destinatari del vaccino hanno anche complicato le sfide logistiche.

"Poiché l'UE ha comprato grossi quantitativi di AstraZeneca, se molte di quelle dosi non vengono somministrate, ciò causerà inevitabilmente dei ritardi lungo la linea", ha detto a Euronews.

L'UE ha annunciato nei giorni scorsi che 50 milioni di dosi extra del vaccino Pfizer saranno consegnate entro la fine di giugno, portando il totale delle dosi dalla società a 250 milioni nel secondo trimestre dell'anno.

"Questo aiuterà sostanzialmente a consolidare la tabella di marcia delle nostre campagne di vaccinazione", ha detto il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

"Crediamo sia ancora possibile raggiungere l'obiettivo del 70% entro l'estate" ha inoltre aggiunto un portavoce della Commissione. "Ma naturalmente questo richiede che le consegne avvengano secondo i piani, e che gli Stati membri procedano con le vaccinazioni"