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Venezuela: il sindaco di Sucre fa segnare con un cerchio rosso le case dei malati di Covid-19

Un poliziotto controlla l'accesso a un quartiere di Caracas chiuso a causa del Covid-19, 7 aprile 2021
Un poliziotto controlla l'accesso a un quartiere di Caracas chiuso a causa del Covid-19, 7 aprile 2021   -   Diritti d'autore  Ariana Cubillos/AP
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In Venezuela sta facendo discutere l'iniziativa di Luis Adrian Duque, sindaco di Sucre, un comune del distretto della capitale Caracas, che ha deciso di far affiggere dei manifesti con una cerchio rosso barrato sulle abitazioni dove vivone persone positive al Covid-19.

La "segregazione" denunciata dal pubblico ministero

Un'inziativa subito fermata dai tribunali, che sono venuti a conoscenza del caso grazie ai video girati dai residenti di Sucre e poi diffusi e rilanciati sui social network. Ieri la procura venezuelana ha aperto un'inchiesta sulle azioni del sindaco.

Il procuratore, Tarek William Saab, è intervenuto per denunciare quelle che ha definito pratiche di "segregazione": la procura ha fatto rimuovere gli insoliti manifesti attaccati sulle case.

Un sindaco con pochi scrupoli

Il sindaco di Sucre aveva persino posato davanti a una casa marchiata con il sigillo dell'infamia, proclamando con orgoglio: "Su ogni casa dove c'è un paziente Covid, allerta! La coscienza è il miglior vaccino".

Il Venezuela è ancora più colpito dalla seconda ondata della pandemia. La "variante brasiliana" che ora circola ampiamente nel suo territorio è una delle cause. Dall'inizio della pandemia sono circa 170mila le persone che hanno contratto la malattia nel paese. Le autorità hanno fissato il numero dei morti a 1.700, ma questa cifra è stata messa in discussione dalle ONG, che ritengono che sia molto sottostimata.