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Caos vaccini, l'Ue troppo lenta ma vuole recuperare entro l'estate

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Caos vaccini, l'Ue troppo lenta ma vuole recuperare entro l'estate
Diritti d'autore  Virginia Mayo/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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L'Europa è stata criticata dall'organizzazione mondiale della sanità per i rallentamenti nella vaccinazione di massa. Ben lontana dal soddisfare gli obbiettivi di vaccinazione del primo trimestre, l'Europa ambisce comunque ad immunizzare il 70% della popolazione adulta entro la fine dell'estate. Nel prossimo trimestre dovrebbero essere consegante oltre 350 milioni di dosi.

E sono ancora troppe le persone vulnerabili a non aver ricevuto il siero. Sebbene tra molte differenze, in generale l'Unione europea non ha potuto godere dello stesso livello di autonomia decisionale di Paesi come Regno Unito e Stati Uniti.

Secondo l'europarlamentare tedesco di centro destra, Peter Liese, membro della commissione salute all'Eurocamera, "l'Ue dovrebbe dotarsi di un istituto di sviluppo e ricerca avanzata di biomedicina sul modello del BARDA americano".

Al momento il gap vaccinale tra gli Stati membri è notevole: nella piccola isola di Malta oltre il 30% della popolazione ha ricevuto la prima dose di vaccino, in Danimarca circa il 20%, mentre in Bulgaria e Lettonia solo il 7%.

L'Unione europea è stata penalizzata anche nell'approvvigionamento dei sieri perché al contrario di Regno Unito e Stati Uniti ne ha permesso l'esportazione, nonostante le recenti minacce di bloccare i lotti in partenza.

"Sicuramente la maggior parte dei Paesi pensa prima alla salute dei suoi cittadini e poi al benessere globale - commenta ancora Liese - Seppure è importante vaccinare l'intera popolazione mondiale, l'Unione europea ha sottovalutato la mancanza di cooperazione da parte di Paesi come gli Stati Uniti che anche sotto la presidenza di Biden, non esportano i vaccini, mentre l'Europa rifornisce Canada e Messico ".

Nel bazar vaccinale europeo è accaduto che alcuni paesi hanno scelto di non prendere la loro quota di vaccini basati su RNA messaggero come Pfizer, così altri paesi ne hanno approfittato per comprare le eccedenze.

Nel caso di AstraZeneca, invece, il caos ha colpito sia la fiducia dei cittadini che la reale distribuzione con rallentamenti si dall'inizio dovuti alla clausola prioritaria inglese. L'azienda del vaccino di Oxford infatti ha stipulato un contratto speciale con il Regno Unito.

Secondo l'analista politico olandese Joshua Livestro: “è troppo presto per giungere a delle conclusioni. Per il momento, certo, siamo in ritardo almeno di quattro mesi rispetto a Londra. Ma quando il ritardo sarà recuperato potremmo guardarci in dietro e dire che l'Ue e il Regno Unito hanno raggiunto gli stessi obbiettivi con la differenza che l'Europa ha spedito allo stesso tempo centinaia di milioni di dosi di vaccini nel mondo". O forse si è trattato solo di un fallimento.