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UE deferisce Polonia alla Corte di giustizia, Varsavia: "Nessuna base giuridica"

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L'Unione europea ha deferito la Polonia alla Corte di giustizia per violazioni sul rispetto dello Stato di diritto e l'indipendenza dei giudici della Corte suprema del Paese.

La Commissione europea considera la Polonia colpevole di aver violato il diritto dell'Unione, per aver consentito alla Camera disciplinare della Corte suprema del Paese di prendere decisioni che hanno un impatto diretto sui giudici.

Così facendo, secondo le imputazioni, l'indipendenza e l'imparzialità della Camera non sarebbero garantite.

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"Riteniamo che la legge sulla magistratura non sia coerente con una serie di disposizioni fondamentali dei trattati - dice Didier Reynders, Commissario europeo per la giustizia - la Commissione ritiene che la legislazione contestata metta a repentaglio l'indipendenza della magistratura in Polonia e sia incompatibile col diritto dell'Unione".

Il portavoce del Governo polacco contrattacca, ritenendo che la presa di posizione da parte della Commissione europea sulle riforme giudiziarie sia "senza base giuridica".

Non è la prima volta che la Commissione avvia procedure di infrazione contro Varsavia per le leggi incriminate, entrate in vigore nel febbraio 2020.

L'Unione è preoccupata per i casi che comportano la revoca dell'immunità dei giudici, che consente di avviare contro di loro procedimenti penali, sospensioni temporanee e riduzioni di stipendio.