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Cinema clandestini in Francia, ma nel rispetto di legge e protocollo sanitario

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Cinema clandestini in Francia, ma nel rispetto di legge e protocollo sanitario
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Un giro di chiave, la saracinesca che si alza, come non accadeva dal 30 ottobre. Questa domenica il direttore di un cinema di Ivry-sur-Seine ha aperto al pubblico, per la gioia degli abitanti della cittadina nella periferia di Parigi. "È così bello, davvero, aver visto le saracinesche sollevate", dice una donna. "È una bella sensazione".

Una proiezione "clandestina", che si è tenuta in una ventina di altre sale in Francia, per protestare contro la chiusura dei cinema. Questa sala cinematografica ha deciso di infrangere le regole, o meglio, di approfittare di alcune lacune nella legge.

"In effetti, abbiamo il diritto, i cinema hanno il diritto di fare delle proiezioni di prova con il pubblico, organizzate dai distributori", spiega Hélène Milano, cofondatrice di Acid (Association du cinéma indépendant pour sa diffusion). "Queste proiezioni sono aperte al pubblico nel rispetto dei protocolli sanitari".

Ogni spettatore ha ricevuto un questionario da compilare, per il distributore cinematografico. Ovviamente in sala, riempita solo al 30% della sua capacità, non mancavano gel disinfettante, mascherine e distanziamento sociale. "Sappiamo che un cinema non è un luogo pericoloso o dove ci si può contagiare facilmente, le persone sono estremamente responsabili", racconta Mathieu Amalrica, attore e regista presente in sala.

Un'azione che vuole dimostrare a Matignon che anche i luoghi culturali possono riaprire, in tutta sicurezza.