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Verso una tassa europea sulle emissioni di carbonio

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Di Isabel Marques da Silva
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Verso una tassa europea sulle emissioni di carbonio
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Il Parlamento europeo apre la strada verso una tassa sulle emissioni di carbonio per i prodotti importati da paesi che hanno standard ambientali più bassi di quelli europei nella riduzione delle emissioni di Co2.

A larga maggioranza l'emiciclo ha approvato il cosiddetto "meccanismo di aggiustamento del carbonio alla frontiera": il relatore, Yannick Jadot, afferma che l'obiettivo dell'UE di diventare neutrale rispetto alle emissioni di CO2 entro il 2050 non può ostacolare l'obiettivo di una maggiore autonomia industriale e che bisogna convincere i grandi inquinatori del mondo.

"Se ci potesse essere una partnership tra Europa e Stati Uniti sulla questione climatica e sulla protezione industriale sarebbe una notizia meravigliosa. Per quanto riguarda la Cina, da un lato è un paese che emette molti gas serra, ma è anche un paese che innova e che mette in atto un mercato delle emissioni CO2".

A seconda degli ambiti decisi dalla Commissione europea, in questo modo si potranno generare entrate per il bilancio europeo tra 5 e 14 miliardi di euro all'anno.

Il prelievo dovrebbe inizialmente coprire i prodotti provenienti dai settori industriali ad alta intensità energetica, ad esempio: elettricità, cemento, acciaio, alluminio, carta, vetro.

Ma sono state fatte delle concessioni al gruppo di centrodestra, che hanno deluso gli ambientalisti: dal testo iniziale è stata soppressa l'abolizione delle quote gratuite di inquinamento che vengono date alle imprese europee di questi settori.

Tali quote fanno parte del sistema di scambio delle emissioni, che prevede un prezzo per ogni tonnellata di CO2 emessa nell'UE.

Ma questo dettaglio potrebbe essere un problema quando la tassa sarà discussa presso l'Organizzazione mondiale del commercio.

"L'importante è che sia concordato su base multilaterale, che venga spiegato in modo trasparente presso l'Organizzazione mondiale del commercio - spiega Simone Tagliapietra, Research Fellow presso Bruegel Institute- Il punto è che queste autorizzazioni gratuite dovranno essere eliminate molto rapidamente dal sistema di scambio di emissioni affinché il prezzo del carbonio in Europa raggiunga il livello necessario per decarnonizzare il continente".

Si prevede che Russia, India e Turchia solleveranno grossi ostacoli. I paesi meno sviluppati dovrebbero essere esentati dalla misura e persino ricevere parte del denaro raccolto tramite le tasse.